Novembre è il Mese della Gotta A Firenze in Piazza Annigoni da venerdì 4 a domenica 6 novembre (10-19)

Firenze, 4 novembre 2011 – Firenze è la tra le 8 città italiane coinvolte nella Campagna contro la Gotta, malattia che molti credono relegata nel passato ma che è, invece, attualissima. L'iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) e dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), con il patrocinio del Comune di Firenze.

Dal 4 al 6 novembre in Piazza Annigonii fiorentini verranno accolti dagli operatori sanitari nell'Igloo del “Mese della Gotta”,dove potrannoeffettuare alcuni test, tra i quali un mini-questionario, la misurazione della pressione e un test istantaneo per valutare i livelli di acido urico nel sangue, per verificare se il proprio ‘rischio gotta' è superiore al normale e ricevere consigli sui corretti stili di vita. I dati raccolti verranno registrati sulla ” Pagella della Salute – Come 6″, che potrà essere consegnata al medico curante.

La Campagna si propone di informare ed educare la cittadinanza su una malattia in costante crescita. Secondo i dati di un recentissimo studio americano, la gotta occupa il secondo posto, dopo l'artrosi, fra le malattie reumatiche più frequenti negli USA. In Italia la prevalenza si assesta intorno all'1,5%, equivalente, per la Toscana, a circa 60.000 pazienti: prevalentemente uomini, ma con una maggiore presenza femminile in post-menopausa e tra le ragazze dedite all'uso di diuretici per mantenere la linea.

La gotta, è una malattia dovuta a un incremento dei livelli di acido urico nel sangue”, afferma Marco Matucci Cerinic, Direttore Divisione di Reumatologia Azienda Ospedaliera Università Careggi. “Spesso asintomatica, può diventare una malattia acuta e poi cronica caratterizzata dalla presenza di artrite“.

Le persone a rischio sono molte. “Secondo i dati del database Health Search di SIMG, che monitora i pazienti di oltre 1.000 medici di base, il numero di iperuricemici italiani è di circa 5 milioni“, ricorda il Dr. Claudio Cricelli, Presidente SIMG. La diffusione dell'iperuricemia, quindi della gotta, è riconducibile a una serie di fattori, quali il sovrappeso, l'allungamento della sopravvivenza grazie al miglioramento delle cure mediche (ma anche gli effetti indesiderati di alcuni medicinali), le variazioni della dieta e dello stile di vita, nonché l'uso prolungato di alcuni farmaci. & quot;Elevate concentrazioni di acido urico formano i cristalli che precipitano all'interno delle articolazioni, scatenando i dolorosissimi attacchi.

 Se non adeguatamente curata, la gotta può evolvere in danno grave alle articolazioni, renale e cardiovascolare“, aggiunge il Professor Matucci. “Obiettivo della terapia, dopo aver risolto l'attacco acuto, è mantenere i livelli di acido urico nel sangue al di sotto di 6,0 mg/dl. Ciò consente di evitare i dolorosi attacchi acuti e prevenire l'instaurarsi dei danni articolari e renali“, conclude il reumatologo. “La gotta è forse l'unica malattia reumatica che, se subito diagnosticata e ben gestita, consente una qualità di vita inalterata, grazie alla disponibilità di nuovi farmaci, alla costanza del paziente che deve seguire il trattamento farmacologico e a uno stile alimentare adeguato” .

Accanto ai classici alimenti ricchi di purine, la materia prima per la formazione di acido urico (frattaglie, crostacei, insaccati, cacciagione e carni soprattutto di manzo, maiale e agnello), vale la pena ricordare come nel nostro Paese stia aumentando ” soprattutto fra i giovani ” il consumo di birra, fonte primaria di purine. Altrettanto dicasi per le bevande dolcificate con fruttosio, sostanza che può ridurre la capacità dei reni di eliminare l'acido urico. Inoltre, anche in Italia si sta diffondendo la ‘moda' delle diete molto ricche di proteine che, se non seguite con l'aiuto dello specialista, rischiano di diventare un fattore di rischio per l'iperuricemia. Da qui l'importanza di un'adeguata informazione ed educazione di tutti i cittadini.

< FONT color=#000000>La Campagna usufruisce del grant istituzionale di Menarini.

Informazioni su www.lagotta.it

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