OGGI GIORNATA MONDIALE CONTRO SFRUTTAMENTO MINORILE

I bambini lavoratori non sono una realta' che riguarda esclusivamente i Paesi in via di sviluppo. In Italia lavorano 144.000 bambini tra i 7 e i 14 anni (fonte ISTAT; e di questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento. Altri dati (fonte IRES-Cgil) parlano invece di 400mila bambini. Lo evidenzia il cesvi in vista della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che si celebra oggi.



Una Giornata nata per sollecitare nuove politiche che risolvano le cause dello sfruttamento dei bambini, con una particolare urgenza nei confronti delle peggiori forme, come schiavitu', prostituzione o pedopornografia, sfruttamento legato a debiti o ad attivita' illecite, attivita' nocive alla salute fisica, psicologica o allo sviluppo morale dei bambini.

Lo sfruttamento del lavoro tocca ragazzi di ambo i sessi.

Ma per molte ragazze sfruttate la vita e' ancora piu' dura rispetto ai coetanei maschi: svolgono gli stessi lavori, ma spesso anche le stesse mansioni risultano per loro ancora piu' pesanti o piu' rischiose. Un gran numero di bambine lavorano nell'agricoltura o nel settore manifatturiero, anche in pessime condizioni. In particolare il lavoro domestico puo' essere soggetto a gravi forme di sfruttamento, ed e' ancora piu' subdolo perche' piu' difficile da controllare.

Questo impedisce la frequenza scolastica, negando loro un diritto fondamentale e intrappolando le bambine in una realta' fatta di poverta' e ignoranza. Per questo motivo un altro punto cruciale della Giornata di quest'anno e della Campagna Stop Child Labour e' l'educazione: le ragazze secolarizzate hanno maggior probabilita' di avere un reddito sufficiente da adulte, sposarsi in eta' piu' matura, avere meno figli e con minori possibilita' di essere, a loro volta, dei bambini lavoratori.

Fonte: asca.it

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