Omicidi e infanticidi in famiglia: tragedie annunciate. La Societa' Civile ostaggio delle lobbies

Le due tragedie di Gela (madre uccide i due figli, padre uccide la moglie), quella di Benevento (bambino ucciso dalla mamma) e quella di Collegno (moglie uccisa dal marito presso i servizi sociali) sono ennesimi casi di omicidio – questa volta e' mancato anche il suicidio dei carnefici – legati alla separazione. Tutte queste vicende sono state definite, in diversi articoli di giornale, come frutto di 'raptus di follia' o, semplicemente, 'tragedie inaspettate'.

Inaspettate, evidentemente, come quelle che avvengono ogni due giorni in Italia…..Infatti, e' la famiglia l'ambito principale in cui maturano gli omicidi-suicidi: il 91,6% dei casi, a fronte dell'8,4% riferibile ad altri contesti (disagio mentale, vicinato, ecc.). Quasi mille i morti registrati in Italia solo dal 2000 al 2008, in un totale di 340 casi di omicidio-suicidio.

Ogni 10 giorni un genitore – il primato degli uomini si e' recentemente ridimensionato per via di numerosi casi di infanticidio commessi da mamme – pianifica una folle cura ai propri mali familiari, trascinando con se' il partner (complessivamente 53% dei casi), uno o piu' figli (19% dei casi) o altri familiari.

Sono soprattutto donne le vittime degli omicidi (75% dei casi contro il 25% uomini), ma molti sono i minori uccisi dalle madri (145, soltanto tra il 2000 e il 2007).

Nel 2009, peraltro, il fenomeno delle uccisioni in ambito familiare risulta in forte aumento nel suo numero complessivo (197, piu' di uno ogni due giorni), e il trend del 2010 non non ci fa ben sperare.

Ma sono davvero tragedie inaspettate ? O piuttosto dovremmo definirli come fatti di sangue assolutamente prevedibili, innescati da un sistema che esacerba il conflitto tra coniugi-genitori ?

Troppe ipocrisie dominano questa materia, cosi' come e' ipocrita l'atteggiamento di gran parte delle Istituzioni, impegnate come sono a combattere una guerra di posizione che antepone la conservazione del potere dei partiti ai problemi delle famiglie italiane.

Il sistema della separazione nel nostro Paese, anziche' attenuare le tensioni, tende ad alimentarle. Dal conflitto nascono importanti e durevoli occasioni di lucro, che trovano sponda in leggi dello Stato scarsamente applicate, nell'eccessiva burocratizzazione degli operatori e nei tempi di intervento da terzo mondo della Giustizia. E' forte la sensazione che le coppie italiane, in particolare quelle piu' giovani, siano lasciate letteralmente allo sbando.

Non esistono, in Italia, strutture che si facciano carico del disagio di coppie del tutto impreparate ad affrontare la crisi e la separazione, ma esistono potenti lobbies – nemmeno tanto occulte – che osteggiano apertamente i rimedi che gia' il Legislatore aveva individuato nel recente passato.

Nel 2006, durante l'ultimo scorcio dei lavori parlamentari in materia di affido condiviso, questi gruppi si sono opposti a qualunque tentativo di introdurre una forma di mediazione extragiudiziale nella legge sull'affido condiviso, e anzi la sua eliminazione e' stata posta come condizione essenziale per il varo della legge 54/06.

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito inermi allo scandalo della mancata introduzione, in ambito processuale, dello strumento della mediazione e conciliazione, previsto per moltissime fattispecie di diritto commerciale e civile, ma accuratamente escluso dai procedimenti giudiziari riguardanti separazione e divorzio.

Perche' la mediazione fa tanta paura ? Forse perche', componendo i conflitti al di fuori dai tribunali, riduce il fatturato di chi lucra sulla litigiosita' dei genitori ?

Perche' non si tiene mai conto dei comportamenti aggressivi, senza distinzione di genere, antecedenti alla prima udienza di separazione ?

Perche' si consente che gli assistenti sociali, stracarichi di eccessiva responsabilita' e mandati allo sbaraglio, siano diventati il vero e proprio 'binario morto' della giustizia ?

Perche' non vengono forniti, agli stessi servizi sociali, nuovi mezzi e risorse umane per far si' che si possa tornare al sostegno domiciliare presso le famiglie in difficolta' ?

Come si spiega che tale attivita' di sostegno venga mantenuta accuratamente frammentata tra gli operatori, senza che questi abbiano punti di collegamento e coordinamento tra loro ?

Chi si oppone alla nascita del Tribunale della Famiglia, annunciato ormai da piu' di 10 anni e mai seriamente progettato ?

Nonostante il DDL 957 (Senato, modifiche in materia di affidamento condiviso), abbia finalmente iniziato il suo cammino, in questi mesi di frequenti contatti con il Parlamento abbiamo maturato l'idea che vi siano invece resistenze fortissime verso la discussione di un progetto di legge che e' molto sentito dalla Societa'. Prova ne sia che il suo gemello alla Camera, cioe' il PDL 2209, era fermo da due anni.

Alla luce di tutto cio', e' offensivo, per l'opinione pubblica, parlare di tragedie inaspettate e improvvise, e sarebbe ora di attribuire loro il vero nome di tragedie annunciate, la cui responsabilita' politica e professionale ricade sempre di piu' sulle lobbies che vogliono ostacolare o ritardare il cambiamento.

Alessio Cardinale

Fonte: redazione@adiantum.it

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