Padri e casalinghi, uomini a scuola di cucina e bucato

C'era una volta un'ingiustizia: le donne spazzavano, lavavano, stiravano e gli uomini stavano in poltrona a leggere il giornale e fumare la pipa.

 Tempi passati. Ora anche gli uomini spazzano e cucinano (per imparare a lavare e stirare hanno chiesto e ottenuto una proroga), ma, sorpresa, si divertono moltissimo a farlo. Al punto da sborsare 120 euro per frequentare un master che, in una sola giornata, quella di domani, dovrebbe renderli casalinghi perfetti. “L'idea ci è venuta a furia di dialogare con i nostri clienti sul sito Internet – spiega Riccardo Bianco, general manager di Spontex in Italia – Già da qualche anno sapevano che sempre più uomini scelgono e acquistano direttamente i prodotti per la casa. Accade soprattutto nelle grandi città, dove vivono molti single, separati e lavoratori in trasferta. Sono nate così spugne progettate apposta per le mani maschili, guanti più lunghi, prodotti rapidi e facili per chi non ha mai pulito prima. Ma in questi ultimi mesi ci siamo resi conto che oltre ad aver aumentato i propri consumi gli uomini avevano verso i lavori di casa un atteggiamento piuttosto diverso da quello delle donne, quasi edonista”. Così, come per i cosmetici e per la fitness, anche i lavori domestici sono entrati a far parte, nel marketing e in pubblicità, del filone “cura di sé”. Con slogan suadenti e glamour come “occupati del tuo nido”. E domattina 32 allievi (soltanto 17 sono maschi, ma la quasi-parità è stata voluta dagli organizzatori scegliendo tra le oltre 150 richieste, per ottenere un risultato più “realista”) faranno il loro trionfale ingresso nel Cantiere Bovisa, un grande loft milanese che contiene al suo interno anche un vero appartamento per le esercitazioni pratiche.
Un esperto di finanza parlerà loro di “economia applicate nella gestione della casa”, uno psichiatra di “psicologia domestica”, mentre Federcasalinghe si occuperà direttamente della lezione di “stirologia” e di quella di bucato. Poi, armati di spazzoloni e spray vari, tutti a pulire per davvero, con l'obiettivo di far luccicare piastrelle e fornelli e di riconsegnare una camicia perfettamente stirata e piegata. Il master milanese, del resto, non è che l'aspetto pubblicitario e commerciale di un fenomeno in rapida esplosione: alla Fiat, ad esempio, uno su cinque dei congedi chiesti dai dipendenti per restare a casa con i bambini nei primi anni di vita tocca ad un maschio, mentre nell'ultimo anno la percentuale di congedi concessi ai padri negli enti pubblici è balzata dal 6 al 17,5 per cento. E l'autosufficienza domestica è ormai diventata un traguardo per i single, ma anche per molti uomini sposati che lamentano un eccessivo controllo della moglie, che nella maggior parte dei casi è disponibile a delegare soltanto compiti esecutivi. Negli Stati Uniti, i sociologi hanno dovuto inventare un nome per un fenomeno sempre più diffuso, quello delle Alpha Earners, femmine “dominanti” che vanno a lavorare mentre il marito resta a casa (sono il 5,6%). Loro, i padri-casalinghi americani, oltre 2,5 milioni di persone, si sono organizzati, creando gruppi di discussione e luoghi d'incontro. “Perché – ha spiegato Tom Mayer, ex ricercatore in psicologia che è rimasto a casa al momento della nascita del secondo figlio – sentivamo il bisogno di incontrare altri adulti con gli stessi problemi, e di smettere di essere compatiti al supermercato e al parco-giochi”.

Articolo tratto da: www.mobbingonline.it

08/02/2004

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