Papà casalinghi: boom

I dati parlano di tendenza in crescita.

 Sono oltre 6mila: si alzano presto la mattina, lavano, stirano, cucinano e badano ai figli. Sono i ‘mammi’ italiani, quegli uomini che per scelta o costrizione ribaltano la divisione dei ruoli impostaci fin dalla notte dei tempi: le donne a badare alla casa e ai figli e l’uomo al lavoro.

Nel 2016 però le cose sono decisamente diverse: gli ‘househusband’, secondo i dati statistici, sono passati dai 21.000 del 1996 ai 62.000 attuali. E i dati sono probabilmente falsati: oltre ai disoccupati e ai casalinghi per scelta, ci sono anche scrittori e artisti che lavorano da casa e si occupano comunque delle faccende domestiche.

Dunque in Italia si sta assistendo, negli ultimi anni, ad una vera e propria inversione di tendenza: papà a casa e mamme fuori al lavoro fino a tardi.

 Fondata da Fiorenzo Bresciani, l’uomo che vanta di essere il primo in Italia ad avere sulla carta d’identità, alla voce professione, la scritta ‘casalingo’, l’AsUC organizza corsi di bucato e stirologia.

L’uomo italiano, abituato per secoli a ‘portare i pantaloni’, sta iniziando ad afferrare anche lo sbattitappeto: e forse aumenterà anche il suo appeal sulle donne.

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