Parità tra uomo e donna? Neanche nel tempo libero

Quaranta minuti ogni giorno; dall'adolescenza fino alla vecchiaia. Costanti, scanditi con rigorosa precisione, dai primi anni di vita fino agli ultimi. E' in quei quaranta minuti quotidiani che si può misurare, quantitativamente, una delle sostanziali differenze che ancora sussistono tra donne e uomini. In quei quaranta minuti in più che gli uomini spendono ogni giorno nelle attività sociali, nello sport, nel divertimento, nella lettura o semplicemente davanti alla tv. In sintesi, nel tempo libero. E che le donne, invece, occupano con qualcosa che è molto meno “libero” cioè il lavoro, fuori e dentro casa.



Il dato, strettamente numerico, arriva da un'indagine Istat, intitolata “L'uso del tempo” e realizzata su 21mila famiglie, per un totale di 56mila persone. Un'indagine, come si dice in gergo, “multiscopo”, cioè scomponibile in più livelli di lettura. Se la prima fase dell'analisi dei dati era rivolta in generale alla conoscenza della ripartizione del tempo nelle famiglie, tra lavoro, tempo libero e riposo, in questa seconda fase, i cui risultati sono appena stati resi noti, si è optato per l'ottica di genere, distinguendo cioè tra maschi e femmine e andando così a scandagliare come – e in che misura – donne e uomini ripartiscono il loro tempo libero. I parametri utilizzati sono fruizione dei principali mezzi di comunicazione di massa, attività sportive, hobbies, vita sociale, divertimenti, partecipazione sociale e religiosa.

Si comincia fin da piccoli. Ciò che sorprende è che il gap tra maschi e femmine inizia a verificarsi molto presto, già dall'infanzia. Nella fascia tra i 3 e i 13 anni si registra una differenza di 18 minuti: le bambine hanno 5 ore e 21 minuti di tempo libero, mentre i maschietti hanno 5 ore e 39 minuti. Quella differenza, spiega la ricerca, è tempo che già «confluisce nelle attività di lavoro familiare e di studio».
E una volta giunti all'adolescenza si arriva a quei fatidici quaranta minuti: le giovanissime tra i 14 e i 19 anni dedicano 4 ore e 41 minuti al tempo libero, mentre i ragazzi si “giovano” di 5 ore e 28 minuti: in questo tempo i maschi si dedicano a socialità, attività sportiva, giochi, mentre le ragazze già sottraggono minuti per dedicarli al lavoro familiare. La differenza, in questo senso, è emblematica: dalla ricerca emerge infatti che le ragazze in questa fascia d'età dedicano al lavoro familiare 1 ora e 10 minuti, mentre i maschietti si limitano ad appena 24 minuti.

Gli uomini lavorano di più in ufficio, ma “spariscono” a casa… Incanalati in questo schema, si va avanti senza grossi scossoni anche nelle età successive. Ovviamente sia per gli uomini che per le donne la quantità di tempo libero diminuisce in misura proporzionale alle fasi della vita più “attive” sul piano lavorativo. Ma il trend rimane inesorabilmente invariato: i quaranta minuti di differenza “di genere” si ripetono tali e quali a tutte le età.

Il gap tra uomini e donne è elevato perché – scrivono gli autori della ricerca – «nonostante gli uomini dedichino al lavoro retribuito più tempo delle donne, continuano a contribuire in misura marginale al lavoro familiare che, invece, impatta fortemente sulla vita delle donne italiane, determinando per queste ultime una riduzione di tutti gli altri tempi di vita ( tempo libero compreso)».

Così, nell'età adulta dai 20 ai 64 anni, le donne hanno a loro disposizione tre ore e 28 minuti al giorno per il tempo libero, mentre gli uomini hanno 4 ore e 16 minuti: in termini percentuali le donne riservano al tempo libero il 14,4% della giornata, mentre gli uomini se ne ricavano il 17,7%. Che ad incidere siano i lavori domestici, dalla spesa alle faccende, lo dimostra un dato, che vale come controprova: alle attività di lavoro complessivo (cioè casa più ufficio) le donne riservano 7 ore e 21 minuti, mentre gli uomini 6 ore e 15 minuti. Se si considera che mediamente gli uomini stanno al lavoro (quello retribuito) più tempo rispetto alle donne, ne viene fuori una disparità nelle occupazioni domestiche di proporzioni anche più ampie.

Neppure dieci minuti di respiro… Tanto che c'è un 5,7% delle donne lavoratrici che non riesce ad avere neppure 10 minuti al giorno di tempo libero: una percentuale che sale al 7,9% se si considerano le donne occupate tra i 35 e i 44 anni e arriva all'8,7% se si tratta di donne lavoratrici in questa stessa fascia d'età, ma con figli. Come dire che quasi una donna su dieci se ha lavoro e famiglia non riesce a trovare neppure una manciata di minuti al giorno da dedicare a sé.

In pensione cambia poco. E non è che con la pensione le cose vadano meglio… Anche in questa fase della vita, le donne riescono a tenere per sé meno tempo libero (5 ore e 04 minuti) degli uomini (6 ore e 26 minuti): la differenza, ancora una volta, si aggira intorno a quei famosi 40 minuti.

Serena Spinazzi Lucchesi

Tratto da Gente Veneta , no.18 del 2006

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