Pensione casalinghe/i: un'esperienza che non decolla

Dare una pensione alle casalinghe (o a tutte le persone che, senza vincolo di subordinazione, svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, anche se sono uomini) è indubbiamente un encomiabile proposito, meritevole di ogni più ambizioso successo. Il fatto è che l'Inps ” da oltre quarant'anni ” annovera solo clamorosi fallimenti. Nel 1963 fu la volta della istituzione (con la legge n. 389) della gestione “Mutualità pensioni”, la quale vivacchiò stancamente fino a quando il Governo Dini non ritenne di rivisitare la materia nella legge n. 335/1995, (da cui derivarono, poi, il decreto legislativo n. 565/1996 e la circolare operativa Inps n.223/2001) che sancì la costituzione del “Fondo responsabilità familiari”, predisponendo, altresì, che i contributi già versati alla previgente cassa valessero come “premio unico di ingresso” nella nuova, a cui erano trasferiti d'ufficio.


Si trattava, però, di un'eredità invero modesta: nel 1997, l'anno nel quale era prevista la trasformazione, il Fondo riceveva 9 milioni di vecchie lire di versamenti contributivi a fronte di 348 milioni di spese amministrative. Da allora la situazione non è mutata. La prima nota di variazione del preventivo per il 2005 (all'esame degli organi dell'Inps) attribuisce al Fondo in parola 1.757 pensioni (il valore medio mensile delle prestazioni di vecchiaia e di invalidità è pari a 75 euro) per un importo complessivo annuo di 1,7 milioni di euro. Di tale somma solo 211.239 euro provengono dai contributi; la parte rimanente è a carico del bilancio dello Stato a compensazione del mancato adeguamento ” per il periodo 1963-2000 – dell'importo nominale dei contributi versati sulla “Mutualità pensioni”, come era sancito dall'articolo 9 della legge del 1963, ritenuto incostituzionale dalla Consulta (con sentenza n.78/1993).

Per dare un'idea della modesta consistenza della gestione è sufficiente considerare il movimento del numero delle pensioni negli ultimi due anni. Si parte dal 31 dicembre 2003 con 1.810 pensioni vigenti. Durante il 2004 entrano 60 nuove mentre 91 vengono eliminate. Alla fine ne restano 1.779 a cui si aggiungeranno, nell'anno in corso, altre 60, mentre ne saranno eliminate 82. Quanto agli iscritti i documenti Inps non si prendono la briga di fornire dati. Il bilancio del Fondo è in pareggio: l'ammontare di 5.529 migliaia di euro in entrata e in uscita evidenzia chiaramente che sono assai più consistenti le attività amministrative e patrimoniali di contorno che quelle specificamente istituzionali. In altre parole – come avveniva per la vecchia “Mutualità pensioni”- il nuovo Fondo finisce per spendere di più per la sua sopravvivenza
(ancorché gli oneri siano ridotti al minimo) che per erogare prestazioni agli utenti. Quanto alle norme del Fondo per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti è il caso di ricordare che, in generale, si applicano le regole del sistema contributivo; che l'iscrizione è volontaria; che è previsto un versamento contributivo minimo pari a 25,82 euro mensili (le cinque classi di contribuzione contemplati nella norma istitutiva non sono mai state definite), mentre non è indicato un massimale; che al “premio unico di ingresso” (rivalutato secondo un complesso meccanismo) è attribuita automaticamente un'anzianità contributiva da far valere ai fini del raggiungimento del requisito; che ai soggetti ultrasessantenni, al momento dell& apos;avvio del Fondo, è stata data la facoltà di incrementare, con ulteriori versamenti, il loro montante.

La circolare dell'Inps del 2001 ha altresì riconosciuto agli iscritti la possibilità di aumentare la contribuzione avvalendosi della c.d. scontistica
(versando, cioè, al Fondo i buoni-sconto sugli acquisti, offerti dai supermercati) allo scopo di concretizzare una maggiore copertura assicurativa. Ciò nonostante “il cavallo non beve”, l'esperienza non decolla. Il Fondo ha un comitato amministratore (composto di nove persone in rappresentanza delle associazioni di categoria) che nel 2004 si è riunito quattro volte con una spesa di 33.666 euro di cui quasi 23mila per il personale di segreteria (ad ulteriore prova del fatto che assolutamente prevalenti sono i costi dell'apparato).

Il comitato ha avanzato delle proposte migliorative per rendere più appetibile l'iscrizione. Nessuno si è chiesto, però, se è proprio il caso di continuare a perdere tempo e risorse, applicando ” inutilmente da decenni ” il modello pensato per Cipputi anche alla signora della porta accanto.

Inps: Fondo di previdenza persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari (valori in unità di euro)

2002

2003

tipologia

& lt;P>N° pensioni

Importo annuo a carico della gestione (a)

Importo annuo a carico della GIAS*

(b)

Importo annuo complessivo

(a+b)

Importo medio annuo

Importo medio mensile (importo annuo : 13)

Vecchiaia

1.473

173.907

658.894

832.801

565

43

Invalidità

383

10.618

36.000

46.618

122

9

Totale

1.856

184.525

694.894

879.419

474

36

Tipologia

N° pensioni

Importo annuo a carico della gestione (a)

< P>Importo annuo a carico della GIAS*

(b)

Importo annuo complessivo

(a+b)

Importo medio annuo

Importo medio mensile

Vecchiaia

1.451

182.327

975.781

1.158.108

798

61

Invalidità

359

11.741

68.734

80.475

224

17

Totale

1.810

194.068

1.044.515

1.238.583

684

52

2004**

tipologia

N° pensioni

Importo annuo a carico della gestione (a)

Importo annuo a carico della GIAS*

(b)

Importo annuo complessivo

(a+b)

Importo medio annuo

Importo medio mensile

Vecchiaia

1.442

191.779

1.238.292

1.430.071

992

76

Invalidità

337

11.082

86.961

98.043

291

22

Totale

1.779

202.861

1.325.253

1.528.114

859

66

2005**

Tipologia

N° pensioni

Importo annuo a carico della gestione (a)

Importo annuo a carico della GIAS (b)

Importo annuo complessivo

(a+b)

Importo medio annuo

Importo medio mensile

Vecchiaia

1.440

200.813

1.422.765

1.623.578

1.127

90

Invalidità

317

10.426

90.527

100.953

24

Totale

1.757

211.239

1.513.292

1.724.531

982

75

*Gestione interventi assistenziali a carico dello Stato. La Corte Costituzionale con sentenza n.78/1993 ha cassato l'articolo 9 della legge n.389/1963 nella parte in cui non prevedeva un meccanismo di adeguamento dell'importo nominale dei contributi versati alla “Mutualità casalinghe” . Così la legge n.388/2000 ha disposto la rivalutazione di tali contributi sulla base di alcuni coefficienti per il periodo intercorrente dal 13.10.1963 al 31.12.2000. Il relativo onere è a carico della Gias

** Dati di preventivo

Fonte: Inps

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