Pensioni, una su due non supera i 500 euro

Aumenta il numero delle pensioni erogate, ma l'importo rimane basso, se non bassissimo. Sui circa 14 milioni e mezzo di assegni pensionistici Inps, uno su due (il 48,9 %) non supera i 500 euro al mese. E di questi, quasi 1.800.000 (pari al 12,4 % del totale) non “sforano” addirittura la soglia dei 250 euro al mese.

 Il dato, frutto di un'elaborazione condotta dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, va però letto con un'avvertenza: molti pensionati sono titolari di più vitalizi che includono quelli di anzianità, di vecchiaia ma anche quelli sociali, di invalidità e di reversibilità.

In ogni caso il risultato che emerge è allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall'altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti: l'importo medio mensile erogato dall'Inps ai pensionati italiani è di 654,86 €.

Ma, fortunatamente, ci sono anche coloro che non si possono proprio lamentare. Stiamo parlando dei 55 mila e 648 titolari di pensioni che potremmo chiamare “d'oro”, cioè di coloro che prendono più di 3.000 euro al mese che costituiscono una percentuale che non arriva allo 0,39% del totale delle pensioni erogate.

Dalla CGIA ricordano che oltre ai circa 14 milioni e mezzo di pensioni Inps gli italiani percepiscono altri 8 milioni di vitalizi elargiti da altri istituti come il ministero del Tesoro, l'Inail, il ministero della Difesa, etc.
E' infatti in continua crescita il numero delle pensioni erogate in Italia. Al 31 dicembre 2004 gli assegni pensionistici erogati hanno raggiunto la soglia dei 22.602.199 e, rispetto al 2001, sono cresciuti di 1.095.471 unità pari al + 5,09%.

Al Sud gli incrementi più elevati. In Campania, nel periodo considerato, la variazione è stata del + 9,79% ( pari a 156.396 assegni in più). In Calabria del 9,50% (+ 62.985), mentre in Puglia le pensioni sono aumentate del + 8,18% (pari ad un valore assoluto di 102.658).

“Da ultimo – ricorda Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – non bisogna dimenticare che la spesa pensionistica in Italia incide per quasi i 2/3 sulla spesa sociale complessiva. Importo nettamente superiore a quello medio europeo che si stabilizza attorno al 48,5%. Certo, le modalità di conteggio tra paese e paese sono diverse ma rispetto alla Francia (44,1%) e alla Germania (42,2%) la nostra spesa sociale è troppo squilibrata a favore della previdenza che ha dato il bicchiere d'acqua a tutti ma non ha tolto la sete a chi veramente ne ha bisogno”.

Fonte: Miaeconomia

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