Per risparmiare, via gli scaldabagno elettrici

Che la crisi finanziaria scoppiata lo scorso anno stia investendo l'economia reale è un fatto che ormai quasi nessuno mette in dubbio. Tra ricette e formule per superare questo delicato momento si fanno strada anche indicazioni utili al risparmio delle famiglie. E suggerimenti per le bollette e il bilancio familiare arrivano anche dai ricercatori del Cnr.

“Per ridurre i costi”, spiega Nicola Armaroli, dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof) del Cnr di Bologna e autore del libro “Energia per l'Astronave Terra” (Zanichelli), “bisogna prima sapere dove si consuma: la prima voce di spesa per le famiglie è data dal riscaldamento. Per risparmiare sarebbe opportuno rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico mediante isolamento termico. Inoltre, dovrebbero essere sostituiti i vecchi impianti con caldaie a condensazione che sfruttano e non disperdono il calore dei processi di scarico. Ma, in prospettiva, esistono prototipi di case passive che non hanno bisogno di alcun input energetico: i pannelli fotovoltaici possono generare elettricità per il consumo domestico. Oltre al sole, l'altra fonte di energia è il sottosuolo che, a pochi metri di profondità, è un enorme serbatoio a temperatura costante, tra i 10 e i 15 gradi. Grazie a semplici pompe di calore è possibile riscaldare o raffreddare le abitazioni con un risparmio di energia del 20-30%”.
E per risparmiare sull'elettricità? “Vanno sostituiti gli scaldabagno elettrici, un assurdo dal punto di vista termodinamico. Chi può dovrebbe dotare le proprie case di pannelli solari termici per scaldare l'acqua, una tecnologia ormai consolidata, ma ancora poco presente in Italia. Un semplice consiglio pratico è quello di sostituire (sarà obbligatorio dal 2011), le tradizionali lampadine a filamento con lampadine a fluorescenza”.
Ma si pensa già al futuro. “Un promettente filone di ricerca del nostro Istituto”, conclude Armaroli, “lavora all'utilizzo di sorgenti di illuminazione ‘fredde'. Ancora oggi le sorgenti luminose si basano sul principio che un gas riscaldato stimola la produzione di luce. In futuro si utilizzeranno Oled, fogli di spessore nanometrico, che conterranno materiali fosforescenti, sia organici che inorganici, in grado di illuminarsi al passaggio di una piccola quantità di corrente a bassa tensione. Saranno lampadine 10 volte più efficienti di quelle attualmente in commercio”. Un bel risparmio, certo. Ma bisognerà attendere.

Luigi Rossi

Fonte: Nicola Armaroli, Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Cnr, Bologna, tel. 051/6399844, e-mail: nicola.armaroli@isof.cnr.it

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