…PESTICIDA SYNGENTA SOTTO ACCUSA PER CANCRO

L'Hebdo: un insetticida prodotto dallo stabilimento Syngenta di Monthey ” ex Ciba-Geigy ” accusato di essere all'origine di vari casi di cancro alla vescica. Syngenta respinge tutte le accuse.

Circa 300 impiegati ed ex impiegati dello stabilimento agrochimico della Syngenta di Monthey, nel Vallese, si trovano sotto controllo medico e lo saranno per il resto della loro vita.Negli anni Ottanta, i dipendenti dello stabilimento, che all'epoca faceva parte del gruppo Ciba-Geigy, hanno manipolato un insetticida sospettato di provocare tumori alla vescica.
Anche se le statistiche cantonali smentiscono una recrudescenza di questa categoria di cancro nella regione, i sindacati si apprestano a lanciare una richiesta di indennizzo collettiva.L'insetticida in causa è il Galecron, un prodotto-faro della Ciba negli anni Settanta, molto efficace per eliminare qualsiasi varietà di larva parassita del cotone.
La sua produzione è stata fermata definitivamente nel 1988, in seguito ad azioni intentate negli Stati Uniti a causa della sua presunta pericolosità per le persone, poiché favorirebbe l'insorgere di tumori della vescica.

CASI SOSPETTI
Stando al settimanale «L'Hebdo» in edicola giovedì, la regione di Monthey presenterebbe un numero anormalmente elevato di cancri della vescica.
Il settimanale riporta anche la testimonianza di vari ex-impiegati di Ciba-Geigy in pensione, con problemi di salute.L'unico urologo della zona, il dottor Henri Bitschin, afferma di aver censito una trentina di decessi sospetti in vent'anni
.«Sono convinto che questo numero sia superiore a quello di altri bacini di popolazione analoghi, ma non sono in possesso di statistiche precise», ha spiegato il medico all'agenzia ats. «Non posso in ogni caso sostenere che tutti i casi siano legati alla Ciba».

SYNGENTA SMENTISCE
La Syngenta dal canto suo smentisce con decisione le accuse. «Circa 300 persone sono sottoposte ad esami medici regolari dal 1978 e nove casi di tumori della vescica sono stati classificati dalla Suva nella categoria delle malattie professionali», ha indicato il direttore Maurizio Ranzi.
Stando a Ranzi, l'incidenza del Galecron sulla frequenza del cancro alla vescica non sarebbe mai stata dimostrata.
Anche le statistiche cantonali relative ai casi di cancro tendono a negare una recrudescenza dei tumori della vescica nel Basso Vallese.
In base alle indicazioni fornite dal medico cantonale Georges Dupuis, in questa regione dal 1989 al 1998 sono stati registrati 91 casi di cancro della vescica fra gli uomini e 29 fra le donne, contro 102 e 25 nel Vallese centrale e 70 e 18 nell'Alto Vallese.
Studi epidemiologici più approfonditi saranno condotti nei prossimi anni, ha aggiunto Dupuis, che si stupisce peraltro di non essere stato informato dei sospetti legati al Galecron.
& lt;BR>SINDACATI DECISI AD AGIRE
I sindacati non hanno tuttavia l'intenzione di restare con le mani in mano: Blaise Carron, isegretario per il Vallese di Unia, il più grande sindacato svizzero, ha annunciato il lancio di un'azione collettiva volta ad ottenere un indennizzo per i danni arrecati all'integrità fisica dei dipendenti.
«La settimana prossima inviteremo le persone malate e i parenti di persone decedute a contattarci». Il sindacato vuole anche assicurarsi che lo stabilimento non «stia producendo altre bombe a scoppio ritardato».

INDENNIZO NEGLI USA
Il Galecron aveva già provocato difficoltà alla Ciba agli inizi degli anni Novanta negli Stati Uniti. Sostenendo che il prodotto aumenta il rischio di cancro alla vescica, un gruppo di persone ha denunciato la multinazionale, ottenendo nel 1994 un indennizzo e la copertura delle spese mediche da parte del gruppo elvetico.
L'insetticida è stato venduto nel mondo intero dal 1966 al 1976: era impiegato per trattare il cotone, la frutta, le verdure e il riso. Le vendite sono state sospese a livello mondiale dal 1976 al 1978.
L'insetticida è stato reintrodotto nel 1978, ma unicamente per il cotone. La produzione è definitivamente cessata nel 1988.

Fonte: www.greenplanet.net

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