Pesticidi, le osservazioni di 16 Associazioni al Piano d'azione

Cosa minaccia la nostra tavola? Uno sguardo alla cronaca ci restituisce un quadro non sempre confortante: prodotti contraffatti, conservati nel disprezzo delle norme igieniche. Ma non solo. A mettere in pericolo la nostra salute è anche l'utilizzo della chimica nell'agricoltura.

I famosi pesticidi. Il 23 novembre scorso il Ministero dell'ambiente, quello delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute hanno messo a punto una bozza di Piano d'azione nazionale sulla quale è partita una consultazione pubblica in scadenza il prossimo 31 dicembre. Oggi a Roma 16 associazioni (AIAB, FIRAB e Legambiente insieme all'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, Fai, UpBio, Federbio, Italia Nostra, Lipu, Mdc, Pro Natura ” Federazione Nazionale, SIEP, Slow Food Italia, TCI, Unaapi, WWF) hanno presentato un documento unitario che contiene le loro osservazioni.

In che misura i pesticidi minacciano le nostre tavole e di conseguenza la nostra salute. Punto di partenza una recente indagine di Legambiente (una delle 16 associazioni) che ha confermato, da un lato, il trend che vede in diminuzione la presenza di questi residui nei prodotti ortofrutticoli: solo lo 0,6% dei campioni di cibo analizzato, infatti, è fuori legge; dall'altro però pone l'accento su un aspetto trascurato cui nemmeno il PAN cerca di porre rimedio, ovvero la presenza di campioni contaminati da diverse sostanza. I multi residuo: dall'indagine è, infatti, emerso che il 17,1% è contaminato da più residui contemporaneamente. E' proprio questo il dato che suscita maggiore preoccupazione e su cui un intervento da parte del Governo non è più rinviabile. Tuttavia se la bozza di Piano d'azione sarebbe potuto essere il luogo naturale per giungere ad una disciplina che prevede il divieto di questa pericolosa ‘combinazione' ciò non è stato, con dispiacere di tutte e 16 le Associazioni il cui obiettivo è ridurre al massimo l'utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Come? Uno dei passi ” che poi rappresenta uno dei 7 punti focali ” è arrivare a raddoppiare la superficie coltivata con il metodo biologico: in questo modo diminuisce la coltura tradizionale e con esso l'uso di prodotti chimici.

Tra le priorità delle 16 organizzazioni c'è anche l'identificazione delle finalità del PAN che devono essere azioni concrete e misurabili così come prevede la direttiva europea 128 del 2009. Di questi due aggettivi non c'è traccia nel PAN, almeno secondo quanto sostengono le associazioni.

Allo stesso modo dovranno essere presi in considerazione i rischi di contaminazione dei suoli coltivati secondo il metodo biologico relativamente all'irrorazione aerea dei terreni trattati con pesticidi. La bozza del PAN dovrà inoltre riconoscere la pericolosità del multi residuo e prevedere specifiche azioni di monitoraggio in proposito. Particolare attenzione dovrà essere rivolta al tema della tossicità cronica dei pesticidi.

Il PAN, inoltre, non affronta attualmente in alcun modo la questione OGM, che comporta altrove nel mondo abuso di trattamenti erbicidi nelle colture tolleranti erbicidi e pressione selettiva generata dalle colture resistenti a insetti. Sarebbe, invece, necessario che desse espressa indicazione di rafforzamento dei percorsi e della capacità di innovazione, a vantaggio di sistemi colturali resilienti ed emancipati dalla chimica, che devono godere di investimenti specifici in termini di ricerca.

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