"Piccole donne e piccoli uomini": crescere consapevoli dell'altro/a

Questionario-inchiesta sui luoghi comuni nella scuola Esistono ancora attività considerate prevalentemente maschili o femminili? E come percepiscono i bambini le differenza fra uomini e donne? Sono i quesiti cui cerca di rispondere il progetto “Piccole donne, piccoli uomini crescono. La differenza di genere nella scuola”, iniziativa nata per verificare e cercare di eliminare gli stereotipi di genere persistenti nell'istruzione e nella cultura.


Il progetto, a cura della Commissione Pari Opportunità della Regione e degli Assessorati alla Pubblica Istruzione e Pari Opportunità del Comune di Bari, è stato presentato ieri pomeriggio a dirigenti e docenti delle scuole baresi, alla presenza di Magda Terrevoli, della Commissione Pari Opportunità della Regione, Nicola Laforgia, assessore alle Pari Opportunità, e Pasquale Martino, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari.
Le leggi a garanzia delle pari opportunità ci sono”, afferma Magda Terrevoli, “ma il difficile è agire sugli atteggiamenti mentali e sui comportamenti. La scuola è una tappa fondamentale nella formazione individuale, ma spesso offre modelli culturali arretrati, con una forte tendenza all'immobilismo”.
In effetti, come ha mostrato la giornalista Loredana Lipperini nel suo libro “Ancora dalla parte delle bambine”, nei testi scolastici si propongono sempre gli stessi modelli, con donne prevalentemente impegnate nei lavori domestici, e papà che si dedicano a lavori tradizionalmente maschili. “Bisogna lavorare contro questi luoghi comuni”, spiega Maria Pasanisi, coordinatrice del progetto, “promuovendo una discussione fra insegnanti e bambini, che possa sviluppare in loro un atteggiamento critico verso immagini e modelli stereotipati”.
I risultati del questionario, che sarà somministrato alle quarte e quinte classi di 20 scuole elementari di Bari, saranno illustrati, a fine maggio, in un rapporto sul progetto, strumento utile per fornire una diagnosi della situazione attuale. L'iniziativa si inscrive nell'ambito delle direttive emanate dall'Unione Europea, che ha emanato nel 2006 la “tabella di marcia per la parità uomo donna”, da attuarsi nel quinquennio 2006-2010. “Questo è un progetto sperimentale”, afferma ancora la Pasanisi, “speriamo di poterlo replicare nei prossimi anni, estendendolo anche alle scuole medie, e prevedendo percorsi formativi alternativi, che propongano ai bambini modelli più equi”.

di Claudia Bruno

Fonte:www.barilive.it/News

Pubblicato da: fiore

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