Pietrasanta inaugura la mostra di quattro scultrici internazionali "Donna Scultura"

Un altro imperdibile appuntamento per tutti gli appassionati dell'arte a Pietrasanta. La scultura diventa protagonista con un percorso espositivo all'insegna del femminile. Quattro artiste abili nella scultura, tutte di diversa nazionalità, si sono riunite sotto l'iniziativa “Donna Scultura”. Si tratta diun'iniziativa dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta, a cura di Valentina Fogher e Chiara Celli. Protagoniste di questa VIII edizione che si inaugura domenica ” 14 febbraio, alle ore 10.30, nella chiesa di Sant'Agostino, sono l'italiana Elena Bianchini, l'americana Jaya Schuerch, la rumeno-canadese Editt Davidovici e l'argentina Virginia Tentindò. Il vernissage sarà un vero e proprio incontro con le artiste.

L'iniziativa parte dalla storia di queste quattro artiste che hanno scelto Pietrasanta come luogo della loro espressione artistica. Quattro donne di diverse origini, quattro percorsi diversi e quattro modalità espressive differenti. La mostra, attraverso le opere esposte, oltre quaranta, consentirà di ripercorrerne il cammino artistico.

Sin dagli anni '60 Elena Bianchini (Italia, Lucca 1935) si dedica alla pittura e proprio quando la sua carriera sembra avviata in un susseguirsi di esposizioni e positivi riscontri, una pausa di riflessione la conduce, ad inizio anni '90, alla scultura. Una scultura figurativa, calda e materna, in bronzo o terracotta, basata sull& apos;esistenza umana.

Da sempre legata alla scultura è Jaya Schuerch (Usa, Santa Barbara 1958) che, dopo un percorso formativo compiuto tra la Svizzera e gli Stati uniti, approda a Pietrasanta una prima volta nel 1986, quindi nell'88, fino alla decisione di fondare alle porte della città un suo spazio, lo Studio Pescarella (2001), con Neal Barab e Lotte Thuenker. Due le parole d'ordine: energia e determinazione.

Editt Davidovici (Romania, Iasi 1946), benché nata in Romania, trascorre la sua infanzia in Israele, ma, poco più che ventenne, si trasferisce in Canada, che diventa la sua patria d'adozione, dove inizia a dedicarsi alla pittura e alla scultura, coltivando la propria formazione artistica. Docente di scultura alla Koffler Gallery School di Toronto, negli anni Ottanta giunge in Italia, a Carrara, per affinare la conoscenza della pietra e da allora stringe un fecondo rapporto creativo con Pietrasanta. La tendenza è quella all'astrattismo, nella sua purezza.

Da giovanissima Virginia Tentindò (Argentina, Buenos Aires 1931) scopre la sua passione per la scultura. A tredici anni inizia a frequentare la scuola di Belle Arti, a quindici tiene la sua prima personale, a diciotto inaugura la sua galleria. Un percorso fulmineo che passa da significative esperienze in Francia e in Svezia, prima di approdare in Versilia negli anni Settanta. Qui perfeziona le sue tecniche di lavorazione dedicandosi soprattutto alla terracotta, ma anche al bronzo e al marmo. Protagoniste delle sue opere sono antiche figure dalle forme sinuose, con rimandi alla fertilità della terra, alla base di ogni forma di vita.

di Federica Calvi

Fonte: loschermo.it

PIETRASANTA (Lucca), 13 febbraio -

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