Più bimbi al nido

Negli ultimi cinque anni i bambini che frequentano il nido sono passati da 140 mila a 240 mila. La quota di frequenza è ancora sotto il 20% e nel 43% dei casi si tratta del ricorso ad un nido privato (dal 35,6% del 1998 al 43,3% del 2003). Lo rileva il rapporto annuale dell'Istat sottolineando che l'incremento della domanda del servizio di asilo nido è stato però soddisfatto prevalentemente dalle strutture private, con costi piuttosto elevati, in media 273 euro al mese a fronte di 145 per i nidi pubblici.

Un ruolo fondamentale nella cura dei bambini è svolto dai nonni non coabitanti ai quali viene affidato il 35,7% dei bambini con meno di 13 anni. Per l'Istat, strutture e servizi a sostegno delle famiglie potrebbero influenzare la disponibilità di 724 mila donne (il 3,8% della popolazione femminile tra i 15 e 64 anni) a modificare la propria condizione nel mercato del lavoro, passando, tra le occupate, da un regime orario part-time a uno full-time (160 mila) oppure, per le inattive, ricercando un'occupazione (564 mila).

Sempre sul versante servizi, il rapporto dell'Istat evidenzia che si riduce la quota di famiglie che ricevono aiuti informali (dal 23,3% del 1983 al 16,7% del 2003) pur con una ripresa di 2 punti percentuali negli ultimi 5 anni. A fare eccezione sono le famiglie in cui vivono persone con gravi problemi di autonomia (dal 30,5 al 33,9%) e quelle con bambini fino a 13 anni e madre occupata (dal 30,9 al 33%). Il 10% delle famiglie con anziani ricorre ad aiuti a pagamento mentre il 6,8% riceve aiuti pubblici. Il 27% delle famiglie con bambini riceve aiuti informali, il 9% privati e il 4,4% dal servizio pubblico. L'8% (era il 6% nel 1998) degli aiuti è offerto dalle associazioni di volontariato.

I care giver sono in aumento anche se diminuisce l'ammontare di ore dedicate agli aiuti informali, L'unica attività che assorbe un numero crescente di ore è l'assistenza ai bambini, 101 milioni di ore al mese contro gli 83 di 5 anni prima. Le reti di solidarietà stanno invecchiando: da 43,2 anni nel 1983 a 48,4 anni nel 2003. I care giver sono più spesso donne, hanno un titolo di studio elevato e occupano posizioni professionali alte. Di solito offrono compagnia ed ospitalità (27, 5%), assistenza ai bambini (24,7%), lavoro domestico (22,8%).

Ad invecchiare e a diradarsi sono anche le reti di parentela familiari: il numero medio dei parenti consanguinei è pari ad appena 5,5 individui contro i 9,9 parenti consanguinei delle coppie con figli piccoli. Nel 2003 gli anziani soli celibi o nubili possono contare in media su 2 parenti; il 56,7% non ha amici e il 48,7% non ha vicini su cui fare affidamento. Per gli anziani vedovi i figli rappresentano la risorsa più importante: il 59,3% delle vedove e il 51,1% dei vedovi vede almeno un figlio tutti i giorni. La famiglia di origine resta un punto di riferimento per le giovani coppie. Circa la metà di quelle senza figli e di quelle con figli piccoli vive entro un chilometro dalla madre di lui o di lei.

Fonte: Miaeconomia

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