Polizza casalinghe/i, la copertura vale anche in caso di morte

Nei primi sei mesi del 2006 sono circa 300mila le casalinghe/i che si sono assicurate contro gli infortuni domestici. Si tratta, come prevede la Legge 3 dicembre 1999, n. 493, di una polizza “grandi rischi” che tutela contro gli incidenti casalinghi di una certa gravità. L'invalidità deve infatti risultare permanente di almeno il 33%. Non basta quindi un osso rotto o una lieve scottatura per essere risarciti.


L'assicurazione è quindi rivolta alle donne casalinghe a tempo pieno, ma può essere estesa anche ad altre persone presenti nel nucleo familiare e che svolgono lavori di casa in maniera abituale. La polizza è, infatti, nata per assicurare le casalinghe/i e obbligatoria da 5 anni, può essere stipulata anche dagli studenti, dai pensionati, dai disoccupati e dai cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia compresi tra i 18 e i 65 anni, i quali non risultino iscritti ad altre assicurazioni (come quelle sul lavoro) e svolgano lavoro domestico in maniera abituale, esclusivo e gratuito. Possono così sottoscriverla i ragazzi o le ragazze che sono in attesa di prima occupazione, anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza.

I dati relativi al 2006 sono stati diffusi dall'Inail.
Nei primi mesi del 2006 – si legge nel rapporto – risultano assicurate 2.391.157 casalinghe, di cui 212.309 esenti dal pagamento del premio perché con redditi personali troppo bassi. Al 31 dicembre 2005, invece, a versare il premio erano 2.697.989 di cui 215.915 a carico dello Stato.

Ma l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha anche elencato gli obiettivi e le strategie di rafforzamento della tutela del lavoro domestico e, in particolar modo, della recente estensione della copertura in caso di morte anche per le casalinghe assicurate.
Va quindi ricordato che l'assicurazione, che ha un costo annuo di 12,91 euro, in caso di morte dell'assicurato garantisce una rendita agli eredi pari ad un massimo di 12 mila euro l'anno.
L'Inail fa comunque sapere che, per quanto al momento la legge sia completa (avendo esteso la copertura al caso di morte in ambienti domestici), si cercheranno ulteriori miglioramenti per la previdenza, la prevenzione e l'informazione, così come si continuerà a chiedere di abbassare la soglia di invalidità al 26% (dal 33%, limite sotto il quale non si ha diritto all'assegno).

L'ampliamento della polizza che prevede la copertura in caso di morte – ha spiegato la presidente del fondo autonomo speciale di assicurazione contro gli infortuni domestici, Federica Rossi Gasparrini – rappresenta un primo, piccolo passo, ma molto significativo, perchè finalmente la tutela delle persone che lavorano in casa contempla anche il caso morte.
In particolare il nuovo provvedimento prevede che il premio per il caso morte è attivo dal 17 maggio e non ha alcun costo aggiuntivo per i 2.697.989 di casalinghe iscritte all'Inail. Saranno tutelate le persone che sopravvivono e che verranno garantite con una rendita che per il coniuge è perenne e decade solo in caso di secondo matrimonio e per i figli permane fino a maggiore età o fino a 26 anni se sono universitari.
Ma secondo la Gasparrini & quot;il decreto non è ancora soddisfacente, perchè quella delle casalinghe è l'unica categoria dove, nella situazione drammatica del caso di morte, non sono state inserite quelle condizioni complementari che prevedono, ad esempio, il costo delle spese mortuali”. Inoltre per la presidente bisogna puntare ancora fortemente sulla prevenzione: “Sappiamo – ha ricordato – che circa il 65% degli infortuni domestici dipende da comportamenti sbagliati e, dunque, dalla scarsa informazione.

Fonte: Mia economia

Condividi questo articolo