Poste: aumento tariffe dal 2017, Consumatori: servizio arretrato e inefficiente

Nel nuovo anno scattano gli aumenti delle tariffe postali per le raccomandate. Dal 10 gennaio i cittadini pagheranno 5 euro e non più 4,50 euro per inviare una raccomandata il cui arrivo è previsto in 4-6 giorni; se invece la raccomandata è diretta all’estero, per l’Europa e il Mediterraneo il costo passa da 5,59 Euro a 6,60 Euro (+18). Per Federconsumatori e Adusbef si tratta di un aumento ingiustificato.

“Dopo i postamat chiusi preventivamente per paura delle rapine, dopo il piano che disponeva la chiusura di numerosi uffici postali compromettendo l’accesso a molti servizi soprattutto da parte degli anziani, dopo i ritardi ed i mancati recapiti con cui quotidianamente i cittadini si scontrano, pensavamo che Poste Italiane avrebbe fatto di tutto per riacquistare fiducia e credibilità presso i propri utenti. Evidentemente ci sbagliavamo, dal momento che Poste ha pensato bene di aumentare le proprie tariffe lasciando invariato il servizio”, commentano le due associazioni.

Per Federconsumatori e Adusbef, se gli aumenti fossero destinati ad investimenti per incrementare l’efficienza e la qualità del servizio, i cittadini forse potrebbero capacitarsi di un aumento simile, con la consapevolezza che pagando di più la propria raccomandata arriverà prima a destinazione. “Non è questo il caso, pertanto non vediamo perché i cittadini debbano farsi carico di tali incrementi. Non dimentichiamo, infatti, che la raccomandata è uno strumento fondamentale, quello con cui i cittadini inviano reclami e comunicazioni importanti. Quello con cui i cittadini fanno valere ogni giorno i propri diritti”, affermano.

Per questo motivo Federconsumatori e Adusbef chiedono un incontro a Poste, “perché, al di là di spot e campagne, dia una precisa e circostanziata motivazione a questo ed a tutti i comportamenti a cui abbiamo accennato, che continuano a comportare inaccettabili disagi ai cittadini”.

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