Povera casa

Essere poveri, in Italia, vuol dire non poter neanche contare su appartamenti dotati di servizi igienici. A lanciare il nuovo allarme è l'ultimo Rapporto Annuale dell'Istat. Una fotografia dai toni foschi che mostra come ben un terzo dei nuclei familiari dichiari di fare i conti con seri problemi economici.

Non è la prima volta che saltano fuori le difficoltà degli italiani per arrivare a fine mese, saldare i debiti o pagare le bollette. Quando però il disagio arriva a colpire anche la propria casa, privandola di servizi che chiunque dovrebbe veder garantiti, allora la percezione delle distanze economiche che dividono il Belpaese si fa ancora più forte.

Secondo i dati dell'Istituto di statistica, 160mila famiglie, lo 0,7% dei 23,311 milioni complessivi, vive senza un “gabinetto all'interno dell'abitazione”. A una percentuale dell'1,3% si attestano invece sia le famiglie che non dispongono di una doccia o di una vasca da bagno sia quelle che non hanno a disposizione acqua calda. Cifre che bisogna ulteriormente ritoccare verso l'alto se limitiamo l'analisi ai nuclei composti da una persona anziana. Per gli ultra 65enni, infatti, il bilancio di coloro che vive senza un wc sale all'1,8% così come raggiungono, rispettivamente, il 4% e il 3,3%, gli anziani soli che non possono contare su una doccia o una vasca da bagno e che fanno i conti con la mancanza di acqua calda.

La media nazionale si fa più grigia anche se consideriamo le case in affitto. Gli immobili senza doccia o vasca diventano così il 2%, rispetto all'1% degli appartamenti di proprietà, e quelli senza acqua calda si portano dall'1,2% all'1,8%. Di fronte a queste cifre, riflesso di un'indigenza che non garantisce neanche i servizi minimi, sembra quasi superfluo soffermarsi sugli altri problemi abitativi che le famiglie devono affrontare.

Eppure l'elenco è lungo e va dal 10% dei nuclei che non può riscaldare adeguatamente il proprio appartamento al 19,3% che deve fare i conti con un'eccessiva umidità. Una famiglia su dieci lamenta una scarsa illuminazione e l'11,1% del campione, percentuale che sale al 17,5% in caso di affitto, parla di “strutture danneggiate”. Se poi aggiungiamo rumori molesti, inquinamento e criminalità ci rendiamo conto di come gli inquilini italiani abbiano davvero poco di cui sorridere.

Fonte: Mia economia

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