Povertà, Confesercenti: da Caritas un dato allarmante su condizione dei giovani

“Oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima”: è quanto comunicato dalla Caritas con il Rapporto 2016 su povertà ed esclusione sociale. Causa di questo cambiamento nel modello italiano di povertà è la crisi del lavoro, che colpisce soprattutto i giovanissimi, in cerca di una prima occupazione o di un nuovo lavoro, ma anche gli adulti rimasti senza un impiego.

“Prima ancora dei dati della Caritas, però, già quelli sulla disoccupazione ci indicano da tempo la gravità della situazione, insieme a quelli sulla nati-mortalità delle imprese, sui tempi di sopravvivenza delle start up piccole e piccolissime che spesso rappresentano l’unico tentativo possibile per molti giovani di costruire un futuro lavorativo”. Ha affermato Massimo Vivoli, presidente della Confesercenti Nazionale e della Fipac, la federazione dei pensionati dell’organizzazione.

Secondo gli ultimi dati Istat, l’incidenza più alta di povertà si registra proprio tra gli under 18, seguiti dai giovani tra i 18 e i 34 anni. Al contrario gli over 65, diversamente da quanto accadeva meno di un decennio fa, si attestano su livelli contenuti di disagio. Quindi degli oltre 4,5 milioni di poveri totali, il 46,6% ha meno di 34 anni.

“Da anni”, aggiunge Vivoli, “come Fipac denunciamo la condizione di difficoltà, quasi di abbandono nella quale sono costretti a vivere milioni di anziani, spesso addirittura’ nell’impossibilità di ricevere un’assistenza sanitaria minima. E come Confesercenti, chiediamo interventi in favore dei giovani che non trovano lavoro, dei cinquantenni che si sono trovati senza all’improvviso, e di imprese, soprattutto piccolissime, piccole e medie, che non riescono a tirare avanti schiacciate dai costi della burocrazia, dalle tasse, da un accesso al credito spesso impossibile”.

“Molti anziani, nonostante le difficoltà economiche che vivono quotidianamente, sono costretti ad aiutare figli e nipoti che vivono condizioni ancora più drammatiche, ancora più insormontabili”, conclude il Presidente di Confesercenti, “e mentre la politica alimenta una sorta di guerra generazionale, le generazioni si aiutano come possono. E’ arrivata l’ora di fermare questo inaridimento ed impoverimento che sta invadendo il nostro Paese, cominciando dai giovani appena usciti da scuole ed università. E’ il momento di dare un futuro ai giovani ed un presente migliore ai più anziani”.

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