Precari, un esercito che guadagna meno di 900 euro al mese (principalmente nella P.A.)

Bamboccioni (perché costretti a vivere con i genitori), sfigati (perché spesso si laureano dopo i 28 anni) e perfino noiosi (perché il posto fisso genera monotonia). Si sprecano (purtroppo) i modi per definire i lavoratori precari che secondo recenti dati dell'Istat sono il 47% dei lavoratori under 25.

 Ma chi sono davvero i lavoratori precari? Secondo un'analisi realizzata dalla CGIA di Mestre si tratta di un esercito di 3.315.580 unità (nella maggior parte dei casi residente nel Mezzogiorno) che guadagna, in media, 836 euro al mese. Il 46% di loro ha un diploma di scuola media superiore e il 15% una laurea. Il datore di lavoro principale è la Pubblica Amministrazione. “Su un totale di oltre 3.315.000 lavoratori senza un contratto di lavoro stabile ” esordisce Giuseppe Bortolussi  segretario della CGIA di Mestre - quasi 1.289.000, pari al 38,9% del totale, non ha proseguito gli studi dopo aver terminato la scuola dell' obbligo.

Questi precari con basso titolo di studio sono in questa fase di crisi economica quelli più a rischio. Nella stragrande maggioranza dei casi svolgono mansioni molto pesanti da un punto di vista fisico e sono occupati soprattutto nel settore alberghiero, in quello della ristorazione e nell'agricoltura. Per questo ritengo che i percorsi formativi  debbano essere posti al centro di un seria riflessione  tra i politici e gli addetti ai lavori, affinchè vengano si individuino delle risposte in grado di avvicinare in maniera più costruttiva l'attività formativa e il mondo delle imprese.”

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