Premio Amico della famiglia 2007

E' stato lanciato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia il Bando Nazionale per il “Premio Amico della Famiglia 2007″. Il Premio – previsto dalla legge finanziaria 2007 (articolo l, comma 1250) – è finalizzato alla diffusione e valorizzazione delle iniziative di particolare significato promosse dagli enti locali e dalle imprese in materia di politiche familiari. Il Premio é rivolto separatamente agli enti locali ed alle imprese operanti in tutti i settori economici.

Il Bando   è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Le domande di partecipazione dovranno pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per le politiche della famiglia, Via della Mercede, 9 -00187 Roma, a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno entro e non oltre quarantacinque giorni dalla pubblicazione del Bando nella Gazzetta Ufficiale.

Fondo politiche per la famiglia

Il Fondo Nazionale delle politiche per la Famiglia è nato con il decreto di aggiustamento dei conti pubblici del luglio 2006 e la sua dotazione iniziale è stata di 13 milioni di Euro.
Con la Finanziaria 2007 il governo ha deciso di investire fortemente sulla famiglia e ha stanziato 210 milioni per il 2007 e 180 per gli anni 2008 e 2009, che si aggiungono alla dotazione iniziale, per un investimento complessivo pari a 583 milioni di euro nel triennio 2007-2009.

Ai sensi dell'art.1 comma 1252 della Finanziaria per il 2007, il ministro delle politiche per la famiglia emana un decreto che ripartisce gli stanziamenti del Fondo tra gli interventi indicati nella stessa legge.

Il decreto di ripartizione del Fondo, firmato dal ministro Bindi il 2 luglio 2007, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 2007.

In una nota del ministro delle politiche per la famiglia del 27 agosto scorso si precisa che il finanziamento per la lotta contro la pedofilia previsto dal decreto (stanziamento di 2.500.000 euro) è un finanziamento aggiuntivo rispetto alle risorse già stanziate che garantiscono il funzionamento del Comitato interministeriale di coordinamento per la lotta alla pedofilia (CICLOPE) e dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia minorile.

Sono infatti a disposizione del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia – si legge nella nota – 1.500.000 euro per la realizzazione della Banca dati, strumento essenziale all'azione di prevenzione e contrasto della pedofilia. La lotta alla pedofilia e pedopornografia è un impegno interministeriale, riguarda i ministeri degli Interni, Giustizia e Comunicazioni, i fondi complessivi per contrastare il fenomeno sono molti di più.

Finalità del fondo

Il Fondo è finalizzato a:

• Realizzare il primo Piano nazionale per la famiglia, che costituisca il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all'attuazione dei diritti della famiglia. Tra gli obiettivi: individuare i LEF (Livelli essenziali delle prestazioni per la famiglia) in grado di tutelare i diritti della famiglia; mettere a punto la Valutazione d'impatto familiare e monitorare le ricadute sulla famiglia di tutte le politiche del governo. Il Piano nazionale per la famiglia sarà lo strumento di promozione di un welfare amico della famiglia.

• Promuovere e organizzare, con cadenza biennale, una Conferenza nazionale sulla famiglia.

• Finanziare le iniziative che puntano a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in particolare nelle piccole e medie imprese.

• Sviluppare iniziative che diffondano la conoscenza delle buone pratiche in materia di politiche familiari adottate da Enti locali e imprese private.

• Qualificare il lavoro delle assistenti familiari, per bambini, disabili, anziani, non autosufficienti, facilitando l'incontro tra domanda e offerta, la formazione e l'inserimento nelle famiglie di queste nuove figure di lavoratori.

• Realizzare un Piano di riorganizzazione dei consultori familiari, per rilanciarne sul territorio il ruolo di strutture socio-assistenziali vicine alle famiglie in tutte le sue componenti.

• Rilanciare e sostenere le adozioni internazionali, anche con il pieno funzionamento della Commissione Adozioni Internazionali.

• Sperimentare e incentivare iniziative di risparmio per le famiglie numerose (con quattro o più figli) sul costo dei servizi (energia, gas, acqua, ecc.).

• Istituire e finanziare l'Osservatorio nazionale sulla famiglia, prevedendo la partecipazione non solo degli Enti locali ma anche dell'associazionismo e del Terzo settore.

• Rafforzare la lotta alla pedofilia con il sostegno all'attività dell'Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile e la creazione della Banca Dati.

• Rilanciare il ruolo e le funzioni dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia.

Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)

Art. 1

(stralcio)

1250. Il Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' incrementato di 210 milioni di euro per l'anno 2007 e di 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il Ministro delle politiche per la famiglia utilizza il Fondo: per istituire e finanziare l'Osservatorio nazionale sulla famiglia prevedendo la rappresentanza paritetica delle amministrazioni statali da un lato e delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali dall'altro, nonche' la partecipazione dell'associazionismo e del terzo settore; per finanziare le iniziative di conciliazione del tempo di vita e di lavoro di cui all'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53; per sperimentare iniziative di abbattimento dei costi dei servizi per le famiglie con numero di figli pari o superiore a quattro; per sostenere l'attivita' dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile di cui all'articolo 17 della legge 3 agosto 1998, n. 269, e successive modificazioni, dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451; per sviluppare iniziative che diffondano e valorizzino le migliori iniziative in materia di politiche familiari adottate da enti locali e imprese; per sostenere le adozioni internazionali e garantire il pieno funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali.

1251. Il Ministro delle politiche per la famiglia si avvale altresi' del Fondo per le politiche della famiglia al fine di: a) finanziare l'elaborazione, realizzata d'intesa con le altre amministrazioni statali competenti e con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di un piano nazionale per la famiglia che costituisca il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all'attuazione dei diritti della famiglia, nonche' acquisire proposte e indicazioni utili per il Piano e verificarne successivamente l'efficacia, attraverso la promozione e l'organizzazione con cadenza biennale di una Conferenza nazionale sulla famiglia;
b) realizzare, unitamente al Ministro della salute, una intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, avente ad oggetto criteri e modalita' per la riorganizzazione dei consultori familiari, finalizzata a potenziarne gli interventi sociali in favore delle famiglie;
c) promuovere e attuare in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, d'intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con il Ministro della pubblica istruzione, un accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari.

1252. Il Ministro delle politiche per la famiglia, con proprio decreto, ripartisce gli stanziamenti del Fondo delle politiche per la famiglia tra gli interventi di cui ai commi 1250 e 1251.

1253. Il Ministro delle politiche per la famiglia, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, disciplina l'organizzazione amministrativa e scientifica dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia di cui al comma 1250.

1254. L'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e' sostituito dal seguente: “Art. 9. – (Misure a sostegno della flessibilita' di orario) – 1. Al fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, nell'ambito del Fondo delle politiche per la famiglia di cui all'articolo 19 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e' destinata annualmente una quota individuata con decreto del Ministro delle politiche per la famiglia, al fine di erogare contributi, di cui almeno il 50 per cento destinati ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere che applichino accordi contrattuali che prevedano azioni positive per le finalita' di cui al presente comma, ed in particolare:
a) progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore, di usufruire di particolari forme di flessibilita' degli orari e dell'organizzazione del lavoro, tra cui part time, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilita' sui turni, orario concentrato, con priorita' per i genitori che abbiano bambini fino a dodici anni di eta' o fino a quindici anni, in caso di affidamento o di adozione, ovvero figli disabili a carico;
b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo;
c) progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo;
d) interventi ed azioni comunque volti a favorire la sostituzione, il reinserimento, l'articolazione della prestazione lavorativa e la formazione dei lavoratori con figli minori o disabili a carico ovvero con anziani non autosufficienti a carico”.

1255. Le risorse di cui al comma 1254 possono essere in parte destinate alle attivita' di promozione delle misure in favore della conciliazione, di consulenza alla progettazione, di monitoraggio delle azioni nonche' all'attivita' della Commissione tecnica con compiti di selezione e valutazione dei progetti.

1256. Con decreto del Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e per i diritti e le pari opportunita', sono definiti i criteri per la concessione dei contributi di cui al comma 1254. In ogni caso, le richieste dei contributi provenienti dai soggetti pubblici saranno soddisfatte a concorrenza della somma che residua una volta esaurite le richieste di contributi delle imprese private.

1259. Fatte salve le competenze delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali, nelle more dell'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con i Ministri della pubblica istruzione, della solidarieta' sociale e per i diritti e le pari opportunita', promuove, ai sensi dell'articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, una intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, avente ad oggetto il riparto di una somma di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Nell'intesa sono stabiliti, sulla base dei principi fondamentali contenuti nella legislazione statale, i livelli essenziali delle prestazioni e i criteri e le modalita' sulla cui base le regioni attuano un piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socioeducativi, al quale concorrono gli asili nido, i servizi integrativi, diversificati per modalita' strutturali, di accesso, di frequenza e di funzionamento, e i servizi innovativi nei luoghi di lavoro, presso le famiglie e presso i caseggiati, al fine di favorire il conseguimento entro il 2010, dell'obiettivo comune della copertura territoriale del 33 per cento fissato dal Consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000 e di attenuare gli squilibri esistenti tra le diverse aree del Paese. Per le finalita' del piano e' autorizzata una spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

1260. Per le finalita' di cui al comma 1259 puo' essere utilizzata parte delle risorse stanziate per il Fondo per le politiche della famiglia di cui al comma 1250.

Fonte: www.governo.it

Pubblicato da: Fiore

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