PREZZI: FRAPPE PIU' CARE DEGLI INGREDENTI DEL 900%

Il prezzo delle frappe ha raggiunto nei negozi valori attorno ai 50 euro al chilo con un aumento del 900 per cento rispetto al costo degli ingredienti. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti che mette in evidenza come sia possibile risparmiare fino a dieci volte ricorrendo ad un tradizionale e semplice fai da te casalingo.

Nonostante il caro prezzi, gli italiani – sottolinea la Coldiretti – non rinunciano infatti ai dolci tipici del carnevale e si stima che spenderanno circa 120 milioni di euro per consumare oltre 20mila tonnellate tra frittelle, castagnole, frappe, chiacchiere ed altre specialita' locali, soprattutto dal giovedi' al martedi' grasso. L'andamento di mercato rilevato dalle associazioni dei consumatori con prezzi quasi triplicati rispetto al 2001 non e' giustificato dal costo delle materie prime come il grano, lo zucchero, il burro e le uova ed e' quindi divenuto ancora piu' conveniente il fai da te casalingo con la riscoperta delle ricette tipiche del territorio. Secondo i calcoli della Coldiretti con cinque euro e' possibile acquistare tutti gli ingredienti necessari per le tradizionali frappe ed anche fare fronte ai consumi energetici per la cottura.

Per preparare un chilo di frappe sono infatti necessari – precisa la Coldiretti – mezzo chilo di farina (0,50 euro), cento grammi di zucchero (0,20 Euro), cinquanta grammi di burro (0,50 Euro), tre uova intere (0,50 Euro) un bicchiere di vino bianco (0,50 Euro), un litro di olio di semi (2 Euro) e un pizzico di sale (0,01 Euro). Leggeri cambiamenti di spesa – rileva la Coldiretti – possono verificarsi per le diverse varianti dei dolci tipici di carnevale, che possono richiedere la presenza di miele, cannella o uvetta, senza tuttavia intaccare gli enormi margini di convenienza rispetto agli acquisti in negozio.

 Berlingozzi e cenci in Toscana, cicerchiata in Abruzzo, brugnolus e orillettas in Sardegna, galani in Veneto, sfrappole in Emilia Romagna, bugie in Liguria, chiacchiere in Basilicata, struffoli e sanguinaccio in Campania, crostoli in Friuli, frappe e castagnole nel Lazio, pignolata in bianco e nero in Sicilia e grostoi in Trentino, sono solo alcune - sottolinea la Coldiretti – delle specialita' gastronomiche regionali che trovano posto sulle tavole degli italiani con il carnevale.

 Una festa – ricorda la Coldiretti – che prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l'inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. Ecco perche' sono proprio gli agriturismi che conservano spesso gelosamente le ricette del passato i luoghi dove si possono meglio gustare le specialita' piu' tradizionali della festa. I banchetti carnevaleschi – continua la Coldiretti – sono molto ricchi di portate perche', una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale.

Fonte: www.repubblica.it

Pubblicato da: Fiore

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