PROFESSIONE CASALINGO

Operaio, impiegato, artigiano … o casalingo. In tempi di pari opportunità, nuovi modelli familiari e recessione economica, il maschio italiano sperimenta (per scelta o necessità) nuove mansioni, tra cui appunto quella di custode del focolare domestico. L'ISTAT ha rilevato nel 2008, su un totale di oltre 8 milioni di casalinghe/i, 49 mila uomini, di cui 20 mila al Sud, 19 mila al Nord e 10 mila al Centro.

 L'INAIL dal canto suo ha assicurato nello stesso anno (limitatamente ai 18 – 65enni che svolgono, in via non occasionale e gratuita, lavoro finalizzato alle cure familiari e domestiche) 24.259 uomini, l'1,1% dell'intera categoria tutelata (circa 2,2 milioni), un'incidenza cresciuta del 20% rispetto al 2001, anno di inizio dell'obbligo assicurativo. I casalinghi assicurati sono residenti per il 50% al Nord, il 33% al Sud ed il restante 17% al Centro con punte in Lombardia – oltre 4 mila assicurati – in Sicilia, Emilia Romagna e Lazio, dove si superano le 2 mila unità. L'obbligo assicurativo nasce dal rilevante rischio che corrono casalinghe/i tra le mura domestiche: attività fisiche pesanti o ripetitive, utilizzo di elettrodomestici, contatto con sostanze pericolose, comportano spesso, per distrazione o accidentalità, infortuni anche gravi. Ed è per gli incidenti di una certa entità – invalidità permanente almeno del 27% o morte – che la tutela indennitaria INAIL interviene liquidando una rendita. Allo stato attuale sono pervenute all'Istituto oltre 10mila richieste di prestazioni, di cui, a tutto il 31.12.2008, risultano 446 indennizzate (di cui 9 ad uomini), soprattutto per fratture agli arti a seguito di caduta, con un grado medio di menomazione permanente del 38% ed interessanti, prevalentemente, ultra – 55enni. Delle 22 rendite costituite a seguito di un evento mortale una ha riguardato un casalingo.

(Andrea Bucciarelli)

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