Profili e organizzazione dei tempi di vita delle madri sole in Italia

Le famiglie monogenitore costituiscono da qualche anno un argomento di studio nuovo ed un fenomeno emergente nella società italiana eppure la situazione a cui tali famiglie si riferiscono sia sempre esistita, basta pensare ai vedovi, alle ragazze madri oppure alle mogli degli emigrati. A costituire la maggioranza dei nuclei monogenitore in tutto il mondo in passato erano le vedove e i vedovi, ma, data la tendenza di questi ultimi a risposarsi, la loro permanenza nel gruppo era temporanea.


Analoga tendenza a contrarre un nuovo matrimonio riguardava le madri sole nubili data la forte riprovazione sociale che accompagnava e in parte accompagna ancora oggi la nascita di un figlio da una donna sola.
L'aumento della speranza di vita e dell'instabilità matrimoniale hanno portato a cambiamenti radicali nella composizione delle famiglie monogenitore, sempre maggiore è il peso delle separazioni e dei divorzi e della presenza di figli piccoli. Un numero crescente di donne si trova ad affrontare impreviste discontinuità nei legami affettivi e deve far fronte a una maggiore precarietà delle relazioni familiari con un costo individuale e sociale notevole.
I nuclei monogenitore (formati da un genitore e figli celibi o nubili) sono in crescita, erano 1 milione 775 mila nel 1993-1994, sono 2 milioni circa nel 2003. L'aumento riguarda sia gli uomini sia le donne: gli uomini sono passati da 272 mila a 323 mila, le donne da 1 milione 503 mila a 1 milione 684 mila.
I nuclei monogenitore sono sostanzialmente sotto la responsabilità di una donna (83,9%) sia perché è maggiore la probabilità delle donne di rimanere vedove rispetto agli uomini, sia perché in seguito ad una separazione o divorzio i figli sono abitualmente affidati alla madre. Nei casi di genitori non sposati, inoltre, i figli sono nella quasi totalità riconosciuti dalla madre. I nuclei monogenitore sono molto variegati se si considera l'età del figlio più piccolo: sono 297 mila quelli con il figlio più piccolo di età fino a 8 anni, 392 mila da 9 a 18 anni, 382 mila da 19 a 26 anni, e 936 mila da 27 anni in su. è sempre la donna ad essere responsabile del nucleo nella maggioranza dei casi.

Periodo di riferimento: Anni 2003-2004
Diffuso il: 05 luglio 2005

Fonte:www.istat.it

Condividi questo articolo