Profumi francesi, è cartello sui prezzi

Freschi, audaci, agrumati, speziati, dalle intense fragranze e tanto cari. Talmente costosi i profumi francesi che l'Antitrust ha sentito puzza di imbroglio, condannando a una multa di 46,2 milioni di euro i grandi nomi delle ‘maisons de parfums' per intesa sui prezzi di vendita. Un cartello, insomma, anticoncorrenziale che ha costretto i clienti a sborsare molto più del dovuto.


In particolare, il consiglio della concorrenza d'oltralpe ha sanzionato le grandi marche di profumi e di cosmetici per essersi accordate perchè ogni prodotto fosse venduto al dettaglio a un prezzo unico, sopprimendo così di fatto la possibilità di far giocare la concorrenza. Le prestigiose griffe coinvolte imponevano, infatti ai distributori – secondo quanto accertato dall'Antitrust – un prezzo indicativo al pubblico e contemporaneamente fissavano un limite agli sconti praticabili. Misure che servivano ad allineare verso l'alto i prezzi al dettaglio.

Una vera politica dei prezzi che per il garante francese era possibile grazie ad uno stretto controllo dei listini, con tanto di pressioni e minacce di rappresaglie commerciali ai danni dei distributori che si rifiutavano di osservare le limitazioni imposte e volevano invece darsi battaglia con ribassi dei prezzi.

Per il consumatore, invece, il risultato era che le sue marche preferite presentavano lo stesso prezzo in diversi distributori, annullando di fatto la possibilità di trarre beneficio da una normale concorrenza sui listini.

Tra le società multate dall'Antitrust compaiono L'Oréal (4,1 milioni di euro), Chanel (3 milioni), Parfums Christian Dior (2,2 mln), Yves Saint-Laurent (1,8 mln), Guerlain (1,7 mln) e Elco-Clinique Estée Lauder (1,6 mln).

Fonte: Mia Economia

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