Programma di azioni per l'inclusione delle donne nel mercato del lavoro

Il ministro per le Pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, hanno presentato l'1 dicembre 2009, nella sala stampa di Palazzo Chigi, un Piano strategico di azione per la conciliazione e le pari opportunità nell'accesso al lavoro. Cinque le linee di azione individuate, che si prevede di implementare pragmaticamente con il concorso di tutti gli attori coinvolti, affidando il compito di coordinamento e monitoraggio ad una “cabina di pilotaggio” condivisa.

1) Potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia e Sperimentazione dei buoni lavoro per la strutturazione dei servizi privati di cura e assistenza alla persona.

Per la strutturazione dei servizi di cura e assistenza alla persona si ritiene decisivo investire sull'utilizzo di uno strumento agile come i buoni lavoro della legge Biagi, che uniscono semplicità gestionale dei rapporti di lavoro ad una adeguata tutela previdenziale e assicurativa degli operatori del settore, entro limiti prestabiliti di compensi con il singolo committente.

I buoni lavoro potranno essere utilizzati per prestazioni occasionali di tipo accessorio e, in particolare, per l'avvio, in collaborazione con cooperative sociali e di servizio e associazioni del non profit, di nidi familiari con non più di cinque/sei bambini assistiti da personale che opera presso il proprio domicilio o in altro ambiente adeguato a offrire cure familiari.

Con la collaborazione del Ministero della Istruzione, della Università e della Ricerca sarà valutata la possibilità di avviare corsi specifici e percorsi di formazione e riqualificazione professionale, per offrire alle famiglie un servizio di qualità e un costante aggiornamento degli operatori coinvolti.

2) Revisione dei criteri e delle modalità per la concessione dei contributi (articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53).

L'articolo citato riguarda “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città“. A seguito delle modifiche contenute nell'articolo 38 della legge 18 giugno 2009, n. 69, di concerto e su impulso del Dipartimento per le politiche per la famiglia, si è rilanciato lo strumento al fine di promuovere progetti sperimentali che attuino con maggiore efficacia ed effettività misure dirette a sostenere i soggetti con responsabilità genitoriali o familiari, – favorendo la rimozione degli ostacoli alla piena realizzazione del principio di uguaglianza sostanziale in ambito familiare e lavorativo; – promuovendo il miglioramento della qualità delle relazioni familiari, grazie a un maggiore equilibrio tra vita privata e vita professionale, da attuare con il coinvolgimento di soggetti esterni alla famiglia (istituzioni, imprese, associazioni).

Una parte delle risorse verrà espressamente finalizzata ad attività di promozione e informazione, compresa una campagna pubblicitaria televisiva, nonché di consulenza alla progettazione, di monitoraggio delle azioni e alla eventuale infrastrutturazione di reti territoriali a supporto diretto delle aziende.

3) Nuove relazioni industriali per il rilancio del lavoro a tempo parziale e degli altri contratti a orario ridotto, modulato e flessibile.

Alla Consigliera nazionale di parità è stato affidato il compito di monitoraggio di quanto si registra nei mercati del lavoro e nelle singole unità produttive, attraverso la costituzione di un Osservatorio sul lavoro a tempo parziale e sulle forme di lavoro a orario ridotto, modulato e flessibile, che avrà il compito di verificare quanto avviene:, nei singoli settori produttivi; nelle diverse aree del Paese; nei contratti collettivi di secondo livello; nella prassi aziendale. Obiettivo dell'Osservatorio: raccogliere e divulgare buone prassi.

A tale riguardo si ricorda alle parti sociali la possibilità di beneficiare delle misure fiscali di detassazione delle somme erogate per premi di produttività previste dall'articolo 2 del decreto legge n. 93 del 2008 convertito nella legge n. 126 del 2008 e ora confermate, per il 2009, dal decreto legge n. 185 del 2008 convertito nella legge n. 2 del 2009. La nozione di “somme erogate” per premi di produttività va intesa in senso ampio, stante la finalità del provvedimento. All'interno della misura potranno perciò rientrate tutti i premi, concordati a livello individuale o collettivo, comunque legati a risultati di efficienza organizzativa (tra cui anche le misure di conciliazione e la modulazione degli orari e dei tempi di lavoro).

4) La nuova occupazione nel contesto dei cambiamenti in atto: lavori verdi anche al femminile.

Accanto allo sviluppo dei servizi alla persona e anche alle imprese, particolarmente cruciale sarà, nei prossimi anni, la sfida delle energie rinnovabili. Gli studi più attendibili evidenziano forti opportunità di investimento nella produzione e sviluppo di tecnologie, in particolare solare ed eolica. Il potenziale occupazionale totale potrebbe raggiungere le 250mila unità lavorative nel settore.

5) Riportare a Bruxelles il Dossier “Contratti di inserimento al lavoro” per le donne del Mezzogiorno.

Si prevede di aprire con Bruxelles un negoziato sulle ulteriori misure di sostegno e incentivazione della occupazione femminile nel Mezzogiorno, a partire dal contratto di inserimento al lavoro per le donne.

Il contratto di inserimento è un contratto a termine, di durata non inferiore a nove mesi e non superiore ai diciotto, diretto a realizzare l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di alcune categorie di persone svantaggiate, tra cui le donne di qualsiasi età, residenti in un'area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20 per cento a quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile.

Fonte: Pari Opportunità - Lavoro, Salute e Politiche Sociali

www.governo.it

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