Proteste su canone Rai. Continua petizione UNC

Non si fermano le segnalazioni di protesta e le richieste di chiarimento dei consumatori sulle novità previste per il pagamento del canone Rai. Come noto, infatti, la Legge di stabilità 2016 prevede che il costo del canone, portato da 113,50 a 100 euro, sarà inserito nella bolletta elettrica a partire dal mese di luglio. I dubbi però sono ancora tanti. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha lanciato sul proprio sito una petizione rivolta al Governo, all’Agenzia delle Entrate e alla stessa Rai per sostenere le richieste dei cittadini.

Tanto per cominciare, sostengono dall’Associazione, sarebbe utile mettere a disposizione un numero gratuito. Attualmente infatti il servizio “Risponderai” del 199 123 000 ha un costo pari a 14,49 centesimi al minuto da rete fissa in fascia intera e 5,67 centesimi in fascia ridotta. “Assurdo ed inaccettabile che da questa rivoluzione del canone in bolletta ci guadagnino pure, solo per avere chiarimenti”, commenta il Segretario di UNC, Massimiliano Dona. Stesso discorso vale anche per il numero verde messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (848 800 444) che ha una tariffa urbana a tempo.

Tra i punti più urgenti sui quali Rai e Agenzia delle Entrate devono fare luce vi è senz’altro quello riguardante il termine ultimo per il pagamento del canone che non va più corrisposto in un’unica soluzione entro il 31 gennaio. Bisognerà infatti attendere la bolletta di luglio ma la momento la notizia è data solo da una voce registrata che risponde al numero di servizio utenti della Rai. “Vorremmo che fosse scritto chiaramente sulla prima pagina del Televideo e sull’homepage del sito della Rai e dell’Agenzia delle Entrate. Così come non sarebbe male se lo si ripetesse alla fine di ogni telegiornale”, continua Dona. Un altro aspetto della petizione online riguarda le modalità di autocertificazione nel caso in cui sia addebitato in bolletta un pagamento non dovuto. L’associazione consiglia di non fare dichiarazioni anticipate e aspettare che siano definite chiaramente le modalità con cui questa debba essere inoltrata in modo che non venga considerata incompleta e quindi rigettata.

L’UNC precisa poi che la riduzione del canone potrebbe essere portata a 77 euro, cifra ancora sufficiente a mantenere invariato il gettito, considerando il recupero dell’evasione. Inoltre sarebbe auspicabile che per il futuro fossero previste estensioni di agevolazioni per chi ha meno di 75 anni e l’innalzamento del reddito che consente l’esenzione del pagamento del canone da 8.000 a 10.000 euro. Le richieste si spingono poi anche sul piano del servizio offerto che non sembra essere in linea con quanto previsto nel contratto di servizio: maggiore attenzione alla tutela dei minori, alla qualità dei programmi offerti, ai diritti dei consumatori e soprattutto maggiore copertura del segnale digitale. Come a dire “Paghiamo il canone ma almeno fateci vedere tutti i canali Rai”. L’universo che va da Rai 5 a Rai Premium infatti non è noto a tutti gli utenti a scapito anche della raccolta pubblicitaria che non ha la stessa visibilità di quella dei tre canali principali.

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