Pulizie e bucato: target femminile alla ricerca di qualità e igiene

Le donne sono ancora le regine della casa in Italia, con il 56% di loro che sono le responsabili delle pulizie domestiche, contro una media Europea del 49%. Lo rileva l’ultima indagine Global Cleaning Trends  condotta da Nielsen  – azienda leader globale nelle misurazioni ed analisi relative ad acquisti e consumi, utilizzo e modalità di esposizione ai media – investigando tra le abitudini domestiche in fatto di pulizia e bucato intervistando 30.000 utenti internet in 60 Paesi, tra cui l’Italia (interviste condotte tra il 10 Agosto e 4 Settembre 2015).

Francia e UK sono anch’esse sopra la media, anche se sono qui rispettivamente il 52% e 50% le donne responsabili delle faccende domestiche,  mentre in Germania e a sorpresa in Spagna, il compito è delle donne per solo il 47% e 40%. Il Nord Europa è l’area dove la responsabilità è maggiormente dell’uomo di casa, in particolare con il 21% degli uomini Svedesi dediti alle pulizie, a fronte di una media Europea del 15%.

In Italia sono il 17% gli uomini che si occupano delle faccende domestiche, non molti se raffrontati alla presenza di un circa 13% di nuclei mono-familiari maschili (fonte Istat, censimento 2011). Si potrebbe collaborare di più tra partner, infatti sono solo il 19% le famiglie in cui questo avviene in Italia, a fronte di una media Europea del 30%. I nostri vicini di casa in Francia sono ad un buon 27%, mentre UK e Germania si attestano al 21 e 25% di condivisione, poiché l’uomo si fa già carico in toto delle pulizie in quasi un quarto (24 e 25%) delle famiglie.

Tra gli strumenti maggiormente usati, in Italia la scopa (74%) è più presenti del mocio (56%), diversamente dagli Europei dove il mocio supera l’uso della scopa (64% vs 59%). Gli stracci di carta, usa e getta, sono tra le soluzioni meno impiegate in Italia (29%) a differenza di una media Europea del 51%, in quanto trovano ampio uso in nazioni come ad esempio Grecia (85%) e Germania (73%).

In Italia, quando si sceglie un prodotto di pulizia, ci si aspetta principalmente efficacia (84%) e un buon rapporto qualità prezzo (82%). Venendo alle motivazioni successive, si nota che la precedente esperienza con il prodotto è più importante rispetto ad un marchio di fiducia (75% rispetto al 64%). A seguire gli Italiani scelgono i prodotti in base alle caratteristiche di praticità della confezione: prima di tutto che sia della quantità giusta e comodo da usare/riporre (57% e 55%). Meno interesse invece c’è per le caratteristiche “green”: una confezione con materiali sostenibili o riciclati è importante per il 49% e 47%, così come ingredienti naturali (49%).

Osservando nello specifico il beneficio principale ricercato con l’acquisto di un pulitore multi-uso dopo l’efficacia (33%), in Italia chiediamo che il prodotto disinfetti (17%). Si tratta di una caratteristica particolarmente richiesta in Italia, che trova valori simili in nazioni come Grecia e Turchia (18% e 22%), mentre la media Europea è al 10%, dopo l’interesse per un uso su diverse superfici (12%).

L’azione disinfettante è uno dei benefici secondari più richiesti dagli italiani anche per quel che riguarda il detersivo per il bucato (importante per il 32%), che supera la ricerca di caratteristiche “green” (eco-friendly 22%, senza agenti chimici aggressivi 25%). Anche in questo ci differenziamo dalla media Europea, che invece vede l’azione disinfettante come un beneficio molto meno rilevante (19%) del’essere green (rispettivamente 25% e 30%). 

Interessante notare che la ricerca del miglior prezzo non sia in testa alle caratteristiche principalmente ricercate, sia per il bucato che per i prodotti di pulizia multiuso, in entrambi i casi viene menzionata solo come sesta, importante rispettivamente per il 31% e 36% degli italiani: sono quindi più importanti la garanzia di un buon risultato, una profumazione gradevole e un’azione disinfettante, rispetto all’ottenere il miglior prezzo sul mercato.

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Di Raffaella Bogliardi

Fonte: www.nielsen.com

 

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