Rasoi usa e getta

Il rasoio usa-e-getta è stato inventato e immesso sul mercato nel 1975 da BIC. Da allora è diventato un oggetto di uso quotidiano e la ditta ne vende in tutto il mondo 11 milioni di esemplari al giorno, con un costo ambientale altissimo.

Da un primo, frettoloso, esame i rasoi usa-e-getta potrebbero sembrare una soluzione economica, il loro prezzo può variare da meno di due euro la confezione da dieci rasoi semplici fino a più di sei euro per i rasoi performanti e multi-lame. Ma non essendo stato concepito per durare il rasoio permette di effettuare solo sei-dieci rasature: dipende dal tipo di pelo. Si usurano rapidamente anche per effetto dell'ossidazione dovuta al contatto con l'acqua. Lo stesso dicasi per i rasoi ai quali si cambiano solo le lame, le quali vanno rimpiazzate comunque dalle cinque alle otto volte all'anno. Quindi alla fin fine ogni anno una persona getta circa cinquanta rasoi, o un numero considerevole di lame. Se si fanno i conti non è una soluzione così economica come appare.

Un rasoio usa-e-getta è composto da un manico in plastica rigato o stampato con la doppia iniezione per permettere l'accoppiamento di diverse plastiche: una per la rigidità del manico e l'altra per permettere una migliore ergonomia. La testina del rasoio è composta da due pezzi in plastica: la barra di protezione e il coperchio proteggi-lame, in più ci sono le lame in acciaio (da un minimo di una fino anche a cinque) e i separatori delle stesse. Il coperchio in plastica serve a coprire le lame e a seconda dei modelli ci possono essere anche altri elementi aggiuntivi.

Il consumo di petrolio necessario alla produzione di tutta questa plastica è ingente e pesa molto a livello di inquinamento ambientale. L'emissione di CO2 per fabbricare i rasoi usa-e-getta è di trenta volte superiore a quella prodotta per costruire un rasoio elettrico. Passando al lato pratico, il suo uso quotidiano o quasi, ci sono delle importanti differenze. Con il rasoio manuale si usano anche due litri di acqua a rasatura, in media, più l'immissione nell'ambiente dei prodotti per agevolare la rasatura e il dopobarba.

Quando il rasoio usa-e-getta non sarà più utilizzabile non c'è possibilità di riciclarlo e quindi gli undici milioni di rasoi prodotti quotidianamente nel mondo andranno ad aumentare il volume, già enorme, dei rifiuti da smaltire, malgrado siano un oggetto di così piccole dimensioni… Sarebbe auspicabile che venga attuata una politica di ricerca alternativa per quanto riguarda la produzione.

Alcuni timidi tentativi sono stati fatti, come l'iniziativa di recuperare, in Francia, i vecchi rasoi da parte di Bic spedendoglieli via posta in una busta richiedibile alla BIC stessa tramite il sito www.bicrecycle.com. Oppure l'utilizzo di bioplastica per il manico, prodotta a partire da mais americano, molto probabilmente OGM e comunque bombardato da pesticidi e fertilizzanti chimici… quindi alla fin fine non poi così “verde”. Iniziative interessanti senz'altro quelle di usare un imballo in cartone stampato con inchiostri vegetali, o di produrre un manico con testine intercambiabili che durano più a lungo, peccato non poter trovare in seguito i ricambi… piccoli passi certo, ma sempre nell'ottica del “gettare”.

Ma per la rasatura le alternative ci sono:

-il rasoio a mano libera, quello a serramanico dei film di una volta, necessita di destrezza ed attenzione estrema, ma una volta imparato ad usare da un risultato impeccabile ed ha una durata lunghissima (per i rasoi che necessitano di applicazione di crema attenzione ai pennelli fatti con peli animali e a scegliere una schiuma vegan);

-il rasoio di sicurezza, quello dove si cambiano solo le lamette rettangolari, unico pezzo che viene cambiato, durano molto più a lungo, hanno due parti taglienti, essendo in acciaio sono anche riciclabili, più caro all'inizio si ammortizza bene sul lungo periodo (vedi video qui sotto);

-il rasoio elettrico è il più sicuro, a prova di tremore di mano, non si utilizza né acqua ne schiuma da barba, altro risparmio in più. Permette una rapida rasatura e secca di meno la pelle, non tutte le barbe riescono ad avere un buon risultato dall'uso di questo rasoio e anche la pelle sensibile non lo sopporta. Anche questo ha un certo costo iniziale, più la corrente per l'utilizzo e il cambio delle testine circa ogni due anni, ma sul lungo periodo risulta molto vantaggioso. Disponibile nella versione con filo e senza filo ricaricabile o a pile. Quando si rompe è opportuno consegnarlo perché sia riciclato;

-il meno diffuso o forse meno conosciuto è il rasoio a dinamo, basterà ricaricarlo con la sua manovella per assicurarsi il necessario numero di minuti di funzionamento.

Scritto da Barbara Primo

Fonte: www.promiseland.it

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