Regolamento Ue: marchio CE unico e inconfondibile

Approvate dal Parlamento europeo le nuove norme che rafforzano il marchio CE e armonizzano lo scambio delle merci all'interno dell'Unione europea e con Paesi terzi.

 

Adottato ieri dal Parlamento europeo in Plenaria a Strasburgo il nuovo regolamento che agevola la libera circolazione dei prodotti all'interno dell'Ue e rende il marchio CE unico e inconfondibile. In prima lettura sono passati i maxi emendamenti alla proposta della Commissione europea, negoziati dai relatori Christell Schaldemose, del partito socialista danese, Alexander Stubb, del partito popolare finlandese e André Brie della sinistra tedesca e il Consiglio.

Gli eurodeputati hanno preteso che il marchio CE sia “l'unico marchio che attesta la conformità del prodotto alle prescrizioni applicabili della normativa comunitaria di armonizzazione che ne disciplina l'uso”. Il marchio potrà essere apposto solo dal fabbricante che quindi si assume la piena responsabilità della conformità del prodotto e dovrà essere “in una lingua ufficiale facilmente comprensibile per i consumatori e gli altri utenti finali”.

Sono state definite in modo trasparente e armonizzato le norme per la sorveglianza del mercato e l'accreditamento dei prodotti, definendo le responsabilità degli operatori economici e si è puntato a rafforzare il principio del mutuo riconoscimento delle norme tecniche nazionali.

Alcuni prodotti infatti si scontrano spesso con ostacoli di natura tecnica definiti a livello nazionale, come ad esempio le diverse norme relative ai test obbligatori da effettuare sui vestiti per bambini. Dal 1° gennaio 2010, data di entrata in vigore del nuovo regolamento, ogni Stato membro dovrà motivare gli ostacoli alla libera circolazione dei prodotti in base alle restrizioni previste dall'articolo 30 del trattato o ad esigenze imperative di interesse generale. Altrimenti nessun Paese dell'Unione potrà vietare la vendita sul suo territorio di prodotti che vengono legalmente commercializzati in un altro Stati membro.

Un altro emendamento degli europarlamentari respinge l'esclusione a priori dal campo di applicazione del regolamento di alcuni settori come il tabacco, gli alimenti, i mangimi e i medicinali umani e veterinari. Alcuni settori potranno discostarsi dai principi comuni soltanto in virtù di specificità giustificate.

Potranno essere apposti altri marchi soltanto se “contribuiscono a migliorare la protezione dei consumatori” e non compromettono la visibilità e il significato del marchio CE, non inducendo in errore gli acquirenti.

Una particolare responsabilità viene attribuita agli importatori che dovranno assicurarsi della conformità a tutti i requisiti comunitari dei prodotti provenienti dai paesi terzi, così da immettere sul mercato solo prodotti conformi. Se un prodotto presenta un rischio, l'importatore deve informare il fabbricante e l'autorità di vigilanza del mercato e si dovranno prendere immediatamente misure correttive. Sarà organizzato un monitoraggio che prevede prove a campione, un registro dei reclami e dei prodotti non conformi e tutti gli operatori economici dovranno essere in gradoni notificare, su richiesta, alle autorità vigilanti da chi hanno ottenuto il prodotto e a chi lo hanno fornito, garantendone così la tracciabilità lungo tutta la filiera.

Un uso improprio di queste chiare norme costerà al responsabile sanzioni anche penali, proporzionate alla gravità dell'infrazione.

E' stata accolta anche la richiesta dei deputati di lanciare una campagna di informazione per sensibilizzare i cittadini, ma anche gli operatori economici e le organizzazioni a tutela del consumatore.

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, non sono previste eccezioni o deroghe, ma il legislatore sceglierà con “la necessaria flessibilità” quali sono le procedure più idonee da attuare affinché si operi “in modo proporzionato rispetto alle dimensioni delle imprese e alla limitata natura seriale e non seriale della produzione in questione”.

2008 – redattore: GA

Fonte: helpconsumatori.it

Pubblicato da: fiore

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