Ricetta elettronica: le nuove prescrizioni sfiorano quota 80%

250 milioni di euro di risparmio dal taglio della carta. Con questa promessa, lo scorso 1° marzo è stata annunciata l’entrata in vigore della ricetta elettronica che è andata a sostituire in tutte le regioni italiane la tradizionale ricetta rossa. A dire il vero la carta c’è ancora, ma in misura più contenuta (forse): esiste un promemoria (di carta) accompagnato dalla fustella del farmaco (anche questa di carta). Nonostante ciò le prescrizioni digitali sono ormai vicine all’80% del totale e, grazie all’abolizione del vecchio sistema, si è già riusciti a ridurre parecchio le spese.

In base alle stime di Promofarma, ogni anno nel nostro Paese vengono rilasciate circa 600 milioni di impegnative sui farmaci, ciascuna delle quali costa almeno 40 centesimi per la stampa e la carta fornita dal Poligrafico dello Sato, munita di filigrana antifalsificazione, che ovviamente fa lievitare i costi. Con la nuova ricetta elettronica, i cittadini possono andare dal medico di base, ritirare l’impegnativa munita di un codice elettronico e ritirare il farmaco in tutte le farmacie italiane, anche fuori regione, pagando il ticket della propria regione di appartenenza.

Nel mese di luglio, la media delle ricette elettroniche sul totale di quelle emesse ha raggiunto il 77%. Le regioni che sono già ben avviate sulla strada per il cambiamento sono la Campania e il Veneto con l’89,5%, seguono il Molise (88,4%) e la Sicilia (87,8%). Chiudono la classifica la Calabria (26,7%) e la provincia autonoma di Bolzano (2,6%) che, tra l’altro sono partite in ritardo rispetto al resto della Penisola.

Secondo quanto previsto dall’Agenda Digitale, entro la fine dell’anno dovrebbe essere raggiunto l’obiettivo del 90% di ricette elettroniche. Il restante 10% dei medicinali continuerà infatti ad essere prescritto per via cartacea poiché riguarda i farmaci in distribuzione per conto e quelli contenenti sostanze psicotrope.

Stando all’opinione dei medici però il sistema, così come è organizzato al momento, presenterebbe alcuni punti oscuri. Primo fra tutti, il fatto che i dati delle prescrizioni vengono trasferiti in automatico al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Mef, che ha il compito di tracciare la spesa farmaceutica e di monitorare le mappe regionali delle esenzioni e dei ticket, in questo modo avrebbe anche accesso ad una serie di informazioni che riguardano la sfera personale di ognuno.

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