Rifiuti elettrici ed elettronici: le nuove norme

Vecchi elettrodomestici, computer, telefoni, fax apparecchi radio, tv, videoregistratori, tubi al neon, trenini elettrici e videogiochi: negli ultimi anni l'invasione della tecnologia nella nostra vita ha prodotto proporzionalmente un incremento della quantità di rifiuti elettrici ed elettronici.

Per evitare uno smaltimento scorretto di questi rifiuti che mettono a rischio l'ambiente e la salute dei cittadini sono state recentemente varate norme chiare e rigorose che armonizzano l'intero ciclo di gestione di questi rifiuti, favorendone il riciclaggio ed il recupero.

Gli strumenti per garantire la raccolta mirata di questi rifiuti sono contenuti nel decreto legislativo, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio scorso che, a sua volta, recepisce tre direttive comunitarie (2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE).

Il decreto prevede, tra l'altro, una apposita “campana” per raccogliere questo genere di rifiuti, particolari restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose in queste apparecchiature, l& apos;onere a carico dei distributori, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico, di ritirare gratuitamente i vecchi prodotti, il finanziamento delle operazioni di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale della spazzatura elettronica a carico dei produttori.

Sei le finalità principali del provvedimento:

1. prevenire la produzione di rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
2. garantire la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio di questi rifiuti;
3. favorire la progettazione di nuove apparecchiature che facilitino il riuso, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti da esse prodotte;
4. vietare l'utilizzo di sostanze pericolose come mercurio, piombo, cadmio, cromo, Pbb ecc;
5. realizzare sistemi di trattamento, recupero e smaltimento finale di questi rifiuti finanziati essenzialmente dai produttori delle apparecchiature;
6. marchiare tutte le apparecchiature con un simbolo che indichi ai cittadini la necessità della raccolta differenziata.

Le nuove norme hanno anche un obiettivo quantitativo: entro il 31 dicembre 2006, la raccolta differenziata della spazzatura elettronica, proveniente dai nuclei familiari, dovrà essere pari a Kg 4 l'anno.

Per garantire il corretto funzionamento, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, dei sistemi di gestione e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, di un Comitato di vigilanza e di controllo e l'istituzione di un Registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento di questo tipo di rifiuti. Per chi non ottempera alla disposizione del decreto sono previste sanzioni “salate” fino a 100.000 euro.


Il decreto legislativo dovrà ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari per poi tornare in Consiglio dei ministri per l'apporvazione definitiva.

Fonte: www.governo.it

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