Riordino dei congedi per maternità e parentali

Il Disegno di legge approvato il 16 novembre dal Consiglio dei ministri, collegato alla Finanziaria 2008, prevede anche una delega al Governo per riordinare la materia dei congedi di maternità e parentali (decreto legislativo n. 151/2001), per rafforzare le tutele anche ai lavoratori flessibili, estendere il ricorso ai congedi parentali, per rispondere ai profondi cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo del lavoro negli ultimi anni, assicurare una più forte attenzione alla genitorialità e al riconoscimento del lavoro di cura.

La delega al Governo dovrebbe attuare:

Il riordino della disciplina dei congedi per tutte le categorie di lavoratori, autonomi e subordinati, (inclusi i lavoratori a termine, a progetto, a tempo determinato ecc.).

La piena attuazione dei principi di eguaglianza di genere e di pari opportunità tra uomini e donne in materia di congedi, attraverso meccanismi di rimodulazione o di alternanza tra lavoratrice e lavoratore.

L'introduzione di meccanismi di flessibilità, per consentire di usufruire dei congedi parentali nei periodi di effettiva necessità personale o familiare, anche mediante frazionamento orario. Ad esempio: superando il limite degli 8 anni di età del bambino oggi previsti per usufruire del congedo parentale; offrendo la possibilità alla lavoratrice che abbia scelto di usufruire del congedo di maternità con la formula “1 mese prima del parto 4 mesi dopo il parto” di usufruire del 4 mese in modo anche non continuato e con possibilità di frazionamento; dando possibilità anche alla nonna lavoratrice o al nonno lavoratore di richiedere il congedo parentale per la cura dei nipoti.

La possibilità per le lavoratrici madri – nel caso di decesso del bambino all'atto della nascita o durante il periodo di astensione obbligatoria – di riprendere anticipatamente l'attività lavorativa, che attualmente non si può riprendere se non siano decorsi i 5 mesi dell'astensione obbligatoria. L' unica condizione che si pone è l'accertamento che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della lavoratrice.

La possibilità per le lavoratrici madri di partecipare ai concorsi pubblici, alle procedure selettive interne, ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, anche nel periodo del congedo di maternità. Anche in questo caso si ritiene necessario verificare che una siffatta opzione non arrechi pregiudizio alla salute della lavoratrice.

L'estensione del divieto di licenziamento anche al periodo di affidamento preadottivo, oggi previsto solo nei casi di adozione e affidamento, con una durata pari a quella prevista complessivamente per i genitori biologici (21 mesi).

Il riconoscimento del part-time per la cura dei figli e per di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La madre lavoratrice o il padre lavoratore potrà trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno in part-time, in misura non superiore al 50 per cento e per una durata massima di 12 mesi, per la cura di ciascun figlio minore, con preavviso al datore di lavoro di almeno tre mesi.

Fonte: ministro per le Politiche della famiglia

Pubblicato da: fiore

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