Risparmio, gli italiani guardano all'estero

Altro che Bot people: gli italiani guardano sempre di più all'estero quando si tratta di scegliere come investire i propri risparmi. Lo dimostrano i dati di Bankitalia, diffusi in occasione della consueta Relazione annuale. Nel 2005, le famiglie del Belpaese si sono liberate di oltre 15 miliardi di obbligazioni a breve termine

E il portafogli di investimento si è alleggerito ancora di più se consideriamo i bond a lunga scadenza. Complice soprattutto il minor interesse suscitato dai titoli di stato, gli italiani hanno venduto obbligazioni per un valore complessivo di 26 miliardi di euro. Un bilancio che si fa ancora più buio se consideriamo che, nel 2004, il saldo si era rivelato positivo per 42,8 miliardi.

Le cose non vanno meglio se spostiamo l'attenzione sui bond bancari, con un meno 3,3 miliardi ben lontano dal risultato, dieci volte superiore, dell'anno precedente. A trarne beneficio sono stati gli strumenti di investimento estero che hanno finito per raccogliere buona parte della liquidità recuperata dalle famiglie italiane.

Molti, infatti, gli investitori che hanno scelto i cosiddetti fondi roundtrip. Si tratta cioè di fondi che, pur essendo di fatto italiani, sono domiciliati in Paesi come il Lussemburgo o l'Irlanda, e garantiscono, quindi, condizioni fiscali agevolate: nel 2005 hanno attirato ben 14 miliardi di euro.

Al di là dei confini ha guardato anche chi ha deciso di rimanere fedele ai titoli di stato. Nei titoli del Tesoro d'oltreconfine sono finiti infatti 27,7 miliardi: una decisa inversione di rotta rispetto al bilancio in rosso per 2 miliardi del 2004. E, a farla da padrone, non sono state le emissioni delle economie cosiddette tradizionali. Gli italiani hanno finito per prediligere i Paesi emergenti, alla ricerca di maggiori margini di guadagno.

D'altra parte, la differenza c'è ed è notevole: a metà 2005, ad esempio, il Brasile garantiva cedole tre volte superiori rispetto al Bund tedesco. L'importante è essere consapevoli che, a maggiori potenzialità di realizzi, corrispondono anche maggiori rischi. Scegliere obbligazioni in valuta locale, infatti, vuol dire esporsi al pericolo della svalutazione monetaria. Ne sa qualcosa chi ha recentemente investito in titoli islandesi.

Fonte: Mia Economia

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