Rosamrino

Rosmarinus Officinalis, la “rugiada marina”, almeno cosi' sembra considerando che i termini latini 'rus' e 'marinus' significano rispettivamente 'rugiada' e 'marino'. Questo arbusto sempreverde, che puo' raggiungere anche i 3 metri di altezza, cresce spontaneo nell'area mediterranea ma ormai lo si puo' trovare un po' ovunque. Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, ha un fusto legnoso e molte ramificazioni che si sviluppano erette oppure prostrate e poi ascendenti.

 Le foglie sono sottili ed allungate, di colore verde scuro nella parte superiore e grigio-verde quasi argentato nella parte inferiore. Nelle zone molto calde fiorisce quasi tutto l'anno, comunque tra marzo ed ottobre, in altre zone – come la Nord Italia – fiorisce solitamente in primavera. I fiori possono essere di due tonalita' lilla-indaco o azzurro-violacea, in casi rari anche azzurro molto chiaro o bianco. Ama le zone soleggiate ma riparate, teme infatti il freddo e il gelo. Predilige un terreno sabbioso, ben drenato. Durante l'inverno occorre diminuire la frequenza delle innaffiature. Ogni 2-3 anni occorre rinvasare usando terriccio universale unito a sabbia. In primavera e' buona cosa cimare i getti principali. In inverno resiste bene se in posizione riparata, se cio' non fosse possibile e' meglio coprire il terreno con delle foglie o paglia. Il rosmarino si utilizza fresco come e quando si vuole durante tutto l'anno, oppure si tagliano alcuni rametti in estate, li si fa essiccare all'ombra e poi se ne conservano le foglie in vasetti di vetro. Quando si coglie il classico rametto per l'arrosto, e' meglio non sceglierlo dal ramo piu' duro. Fate comunque attenzione a non tagliare tutti i germogli della vostra pianta.
L'uso officinale del rosmarino e' noto sin dall'antichita' mentre la sua “scoperta” in cucina e' piu' recente e tuttora e' molto utilizzato in Italia e meno all'estero. I romani preferivano usarlo per aromatizzare il vino, mentre i greci lo bruciavano in onore degli dei al posto dell'incenso. In epoche piu' oscure, infestate da pestilenze di vario tipo, il rosmarino veniva bruciato nelle stanze dei malati per purificarne l'aria o conservato nelle tasche per portarlo al naso ad ogni occorrenza. Il rosmarino sembra avere proprieta' toniche, stimolanti, antisettiche, rilassanti. Stimola l'appetito ed aiuta l'attivita' digestiva, sembra avere un'azione tonica su cuore e sistema nervoso. Viene utilizzato in preparazioni cosmetiche per ravvivare il colore dei capelli e nelle lozioni come astringente. Viene utilizzato anche contro alopecia ed eczemi. Nell'acqua del bagno rinfresca e tonifica. Sembra agire anche contro cellulite e ritenzione idrica e, come rilassante, contro l'emicrania. Ricordiamo pero' che per qualsiasi utilizzo della pianta fresca, cosi' come dell'olio essenziale e della tintura, occorre affidarsi ai consigli dell'erborista. Una curiosita'. Le sue proprieta' tonificanti e rigeneranti per la cute sono legate alla leggenda della famosa Acqua d'Ungheria. Sembra infatti che la regina Isabella d'Ungheria, grazie a quest' Acqua contenente anche essenza di rosmarino, fosse riuscita a sposare a 72 anni il re di Polonia.
I rametti di rosmarino venivano anche utilizzati per profumare cassetti e biancheria, addirittura un tempo – ma anche oggi, perche' no? – si mettevano i panni ad asciugare stendendoli sopra la pianta di rosmarino. Questo perche' il suo tipico aroma di incenso, canforato tiene lontano le tarme.
In cucina il rosmarino e' molto versatile. Immancabile per profumare l'arrosto e le patate al forno, viene utilizzato anche per preparare insaccati e pate'. Ottimo sulla carne ma anche il pesce al forno non ne puo' fare a meno. Provatelo tritato finemente ed aggiunto a cipolla e aglio nel soffritto del sugo al pomodoro! Irresistibile per aromatizzare pane e focaccia ma anche sale e riso! Basta mescolare in un barattolo aghi freschi di rosmarino e sale, quindi lasciar riposare per un mesetto. Quando e' pronto lo si utilizza a piacere – ottimo per la carne. Per il riso vale lo stesso principio: si aggiungono gli aghi freschi nella scatola del riso. Un trucchetto. Lasciate macerare per qualche mese un rametto di rosmarino nell'olio o nell'aceto, otterrete un condimento ancora piu' saporito.

Fonte: Casa dolce casa

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