SALUTE. Bpa, da oggi stop a produzione biberon

Catherine Leclercq ricercatrice dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN) ci spiega cosa cambia e quali gli altri pericoli/ Biberon al BPA, l'UE lo mette al bando.

A partire da oggi, 1° marzo 2011, le aziende di tutta l'Unione Europea non potranno più produrre biberon che contengono Bisfenolo A. Questo significa che ne potremmo trovare ancora in commercio, ma solo fino al 31 maggio 2011. Si tratterà di biberon prodotti prima della data di oggi. Lo scorso 26 novembre i rappresentanti dei 27 Stati membri riuniti nel Comitato per la catena alimentare e la salute animale hanno infatti decretato il divieto di impiego di questa sostanza per la produzione di biberon. Il bisfenolo A è una sostanza chimica usata prevalentemente per produrre plastiche e resine sospettata di essere tossica per l'uomo a basse dosi.

Ma ripercorriamo le tappe che hanno portato al bando nei biberon. Da anni alcuni studiosi osservano effetti del BPA a basse dosi. Di conseguenza, associazioni, consumatori, blog di mamme e ricercatori chiedevano a gran voce il divieto di impiego del Bpa in prodotti a contatto con gli alimenti. Nel 2007 l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) giunge alla conclusione della validità della dose giornaliera tollerabile di 50 microgrammi/kg di peso corporeo/giorno, cioè cinque volte più alta di quella individuata nella precedente valutazione del 2002. Il giudizio arriva “a seguito di una revisione globale che include tutti i nuovi dati resisi disponibili negli ultimi cinque anni”.

Dopo aver consultato gli Stati Membri e i relativi esperti e aver studiato ben 800 studi sulla presunta tossicità del Bpa, l'Efsa rende noto il suo parere lo scorso settembre lasciando invariata la dose giornaliera tollerabile. L'Autorità spiega che “i dati attualmente disponibili non forniscono prove convincenti della tossicità del Bpa a livello neuro comportamentale& quot;.

Nel frattempo il dibattito prosegue, anche perché non mancano Paesi che autonomamente avevano già deciso di vietare biberon prodotti con Bpa: il primo in Europa è la Danimarca. Le aziende, dal canto loro, si adeguano e, nella previsione di un possibile bando della sostanza, producono biberon senza Bisfenolo A riportando la caratteristica a chiare lettere in confezione, ad esempio con la scritta “BPA free” (oppure BPA 0%). Non mancano neanche le offerte dei biberon con Bpa, come fa notare una indagine condotta da Repubblica Tv! Il rischio, adesso, è che in vista del divieto di commercializzazione (previsto per il 1° giugno 2011) potremmo trovarci davanti a delle vere e proprie svendite di scorte biberon al BPA.

Biberon a parte, questo bando europeo ci tutela totalmente da possibili esposizioni al Bpa?La domanda sorge spontanea visto che questa sostanza è usata nel policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente di cui sono fatti molti contenitori destinati ad entrare a contatto con gli alimenti. Per chiarirci le idee abbiamo chiesto il parere di Catherine Leclercq ricercatrice dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN) che si occupa di esposizione al rischio alimentare ed è membro del panel dell'Efsa su enzimi, aromi e residui di materiali di imballaggio negli alimenti.


Dottoressa Leclercq, quali altri prodotti destinati ad entrare a contatto con gli alimenti contengono Bpa?
Ricordiamo che ci sono incertezze circa la tossicità del bisfenolo A. I biberon di policarbonato sono stati vietati applicando il principio di precauzione, perche ci sono queste incertezze e perche i neonati alimentati con biberon sono i più esposti. Chi vuole può ovviamente cercare di individuare ed evitare i contenitori in policarbonato. Ma ricordiamo che il bisfenolo A è solo una delle tantissime sostanze che migrano dalle materie plastiche. Tra l& apos;altro il problema del bisfenolo A è legato anche alla sua immissione nell'ambiente, i livelli di produzione per vari usi, non solo per il contatto con gli alimenti, sono talmente elevati che è diventato un contaminante ambientale che si ritrova anche nelle falde idriche.
Il policarbonato è una materia plastica costosa, non è utilizzato per i prodotti usa e getta, né per le bottiglie di acqua o bibite. Dopo il divieto di uso nei biberon continuerà ad essere utilizzato per insalatiere, contenitori per i forni a microonde. Anche molte resine contengono Bpa. Si tratta della patina bianca morbida che ricopre l'interno di lattine e scatolette e anche l'interno dei coperchi in metallo di barattoli e bottiglie di vetro (ad esempio omogeneizzati e succhi di frutta).


Quali sono le condizioni che aumentano il livello di migrazione di Bpa nell'uomo?

Piccole quantità di sostanze migrano da tutte le materie plastiche a contatto con gli alimenti. Non tutte queste sostanze sono state studiate in maniera cosi approfondita come il bisfenolo A. E' quindi opportuno limitare al massimo questa migrazione. Lo possiamo fare stando attenti a limitare i 2 fattori che sono associati alla migrazione: il tempo e la temperatura. Cioè evitare il contatto prolungato di materie plastiche con cibi o bevande calde. Questo vale anche per i biberon che sono fatti con plastiche BPA free.

Il problema della migrazione di sostanze nocive dai contenitori alimentari nel cibo è molto vasto. Oltre al Bpa, di cosa ci dovremmo preoccupare?

E' opportuno disfarsi degli articoli non appena la plastica comincia a rovinarsi. Infatti, se ci sono scalfitture la migrazione aumenta. Nel caso di contenitori in policarbonato, il caratteristico aspetto a ragnatela indica che il contenitore va buttato. Anche le padelle antiaderenti devono essere buttate quando sono rovinate. E' ovviamente fondamentale attenersi alle indicazioni riportate e cioè utilizzare nel forno a microonde solo i contenitori che riportano il simbolo e non utilizzare mai per alimenti contenitori non previsti per quell'uso.
Il vetro invece è praticamente inerte e va quindi privilegiato rispetto alle materie plastiche. Nel neonato il biberon di vetro è un ottima alternativa al biberon di plastica. Appena il lattante diventa in grado di giocare con il biberon subentra però il rischio di rottura che può procurare ferite al piccolo. E' allora meglio usare biberon di plastica.

A cura di Silvia Biasotto
fonte: www.helpconsumatori.it

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