SALUTE. Sostanze tossiche nell'acqua potabile, in arrivo la pronuncia dell'UE su illegittimità

L'acqua potabile che arriva nelle case degli italiani che abitano in alcuni Comuni è più inquinata di quella che bevono gli altri. Perché? Da anni alcuni Comuni di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria sono in regime di deroga per cui i limiti di alcune sostanze tossiche presenti nell'acqua potabile di questi Comuni sono superiori a quelli consentiti dalla legge. Alla Commissione Europea questa cosa non piace e per questo ha incaricato il Comitato scientifico sui rischi per l'ambiente e la salute della Commissione Europea (SCHER, Scientific Committee on Health and Environmental Risks) di esprimere un parere a riguardo.

Oggi il Codacons fa sapere che è imminente la pronuncia sulla legittimità della condotta del Ministero della Salute in relazione alle sostanze pericolose nelle acque al consumo, i cui valori limite sono stati più volte derogati. La notizia arriva direttamente dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea che ha scritto al Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, informandolo del fatto che l'adozione della decisione della Commissione in merito alla richiesta di deroga presentata dall'Italia per talune aree geografiche delle regioni Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria è imminente”'.

“Ancora una volta – denuncia il Codacons – l'Italia procede a rinnovare le proroghe per derogare ai limiti senza mettere mano alle reti idriche e alle cause dell'inquinamento dei nostri fiumi, molto spesso determinate dall'incuria delle Amministrazioni e, in minima parte, da cause naturali. La violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione”.

Il Codacons ricorda che una delle sostanze per le quali vale la deroga è l'arsenico, sostanza che se ingerita per periodi continuativi può portare a casi di cancro ai polmoni e alla pelle, al fegato e ad altri organi interni, iperpigmentazione, disturbi circolatori e altre gravi malattie. “Con il recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, che è entrata in vigore il 25 dicembre del 2003 mediante il Decreto Legislativo 31/01, la concentrazione prevista nell'acqua destinata al consumo umano è stata ridotta da 50 a 10 microgrammi per litro. Tale abbassamento è un ulteriore riconoscimento dell'elevata pericolosità dell'arsenico i cui effetti sulla salute umana sono ben documentati, ma reso vano dalle continue proroghe del Ministero della Salute che senza alcuna istruttoria né attività di prevenzione autorizza le deroghe”.

“Mentre attendiamo fiduciosi la decisione della UE – afferma il Codacons – i cittadini di queste Regioni possono già rivendicare il diritto alla salute nei confronti del Ministero della Salute che in maniera superficiale consente lo sforamento dei limiti di legge previsti dalla UE”.

2010 – redattore: GA

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