Scuola, la mensa diventa bio

L'allarme è arrivato da Sidney: secondo gli esperti del Congresso Internazionale sull'Obesità per la prima volta nella storia i bambini di oggi potrebbero vivere meno dei loro genitori. Perché? Vita troppo sedentaria e poco movimento, tradotto si rischia il sovrappeso se non addirittura l'obesità.

Per evitare allora un'alimentazione “spazzatura”, sempre più mense scolastiche si adeguano servendo prodotti biologici. Non è un caso che in dieci anni, dal 1996 al 2006, le mense bio nelle scuole del nostro Paese sono aumentate da 64 a 647. Sono i dati forniti da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Biobank divulgati in occasione dell'inizio dell'anno scolastico.

La principale causa dio obesità, individuata dagli esperti australiani nel minor esercizio fisico e nel consumo di “cibi spazzatura” conferma la necessità – sostiene la Coldiretti – di intervenire nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani, prodotti tradizionali e frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni.

Una responsabilità che coinvolge Istituzioni, genitori, docenti ma sopratutto gli operatori economici tenuto conto che secondo una recente indagine Fipe ammonta a circa 2,5 miliardi il valore del consumo alimentare generato dagli studenti tra colazione, merenda e pranzo.

Una tendenza incoraggiante viene dalla fotografia dei dati sulle mense biologiche, presentata dalla Coldiretti al Sana sulla base dei dati di Biobank, che mostra tuttavia un'Italia a due velocità, con le biomense particolarmente concentrate al Nord (459), a seguire al Centro (135) e al Sud e nelle Isole (53).

Anche se per la prima volta entrano in classifica anche Sicilia (5) e Sardegna (6), a prevalere sono l'Emilia-Romagna regione leader, con 133 mense bio, seguita da Lombardia (105), Toscana (77), Veneto (71) e Friuli Venezia Giulia (67). Una crescita che non è stata sufficiente – sottolinea la Coldiretti – per mantenere in forma i giovani italiani, come confermano i dati preoccupanti sull'aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei secondo una indagine Merrill Lynch.

Accanto alle mense scolastiche – afferma la Coldiretti – occorre anche intervenire nella formazione per educare i giovani al consumo consapevole attraverso i principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

Un impegno che la Coldiretti sta realizzando con il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che parteciperanno ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe.

Fonte: Mia economia

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