Se l'uomo diventa casalingo

Oggi anche gli uomini italiani si occupano delle faccende domestiche. Per quasi tutta la prima metà del secolo scorso l'impiego principale della donna è stata la cura della casa e l'educazione dei figli, il che significa che le donne erano economicamente dipendenti dagli uomini. L'alto numero di donne che si occupavano solo della casa ha dato vita alla convinzione che il posto più adatto per una donna fosse appunto questa.

Ancora negli anni più recenti il 77% delle donne cucinava per i figli e i mariti, il 54% di loro faceva la spesa da sole e in questi lavori la collaborazione degli uomini era minima. Con il passare degli anni le donne hanno cercato di mettere insieme il ruolo della casalinga con quello della lavoratrice fuori casa. Proprio grazie all'emancipazione economica della donna si è cominciato a capire che le vecchie divisioni dei compiti non sono più possibili nella realtà di oggi.
Inoltre oggi assistiamo al fenomeno del moltiplicarsi di maschi single e divorziati che non sanno badare a se stessi. Il 70% degli uomini ammette di non aver mai cucinato, il 90% non ha mai stirato una camicia e il 95% non ha mai fatto una lavatrice, secondo i dati Istat. Per queste difficoltà, nelle quali si ritrovano gli uomini italiani, è stata fondata un'associazione per uomini casalinghi italiani (AsUC).


L'obiettivo di questa associazione è far scoprire agli uomini il valore del lavoro casalingo, che oggi rappresenta una fonte di orgoglio. Gli uomini che s'iscrivono all'associazione sono sposati, single e pensionati. La fondazione di quest'associazione testimonia il fatto che i tempi stanno cambiando e con essi anche gli equilibri fra uomini e donne. L'adattamento alle nuove esigenze della società moderna porta alla nascita di nuove figure. Nel nostro caso si può comodamente parlare del casalingo. Ovviamente non sono ancora del tutto sparite le vecchie convinzioni secondo le quali il maschio una volta rientrato in casa si “spaparanza” davanti alla tv con la birra in mano e i piedi sul tavolino. Tuttavia qualcosa sta cambiando. Da quando quasi tutte le donne sono impegnate fuori casa, anche perché un solo stipendio non basta più, è divenuto necessario dividersi i compiti casalinghi.


Un altro fenomeno che testimonia questi cambiamenti sociali è rappresentato dall'iniziativa dell'assessorato alle Pari Opportunità di Torino che, con lo slogan “La parità moltiplica le opportunità” vuole diffondere una cultura della parità tra uomo e donna anche in casa, dove i lavori domestici dovrebbero essere equamente distribuiti.
Una delle ricerche ha dimostrato che in Italia cresce la propensione degli uomini a collaborare nella cura della casa, quindi si sta passando ad una suddivisione dei ruoli più democratica. Il numero degli uomini che aiuta in casa è in crescita soprattutto al Nord-ovest. Il 10% delle donne vorrebbe che il peso delle faccende domestiche ricadesse tutto sulle spalle dell'uomo come una specie di riscatto degli anni passati.

& nbsp;Possiamo quindi dire che l'uomo ideale è senza dubbio il casalingo. Alle donne fa piacere l'aiuto del compagno e semplicemente adorano vedere il proprio uomo che fa le pulizie. Può sembrare strano, ma secondo le ricerche, oggi ci sono più uomini appassionati di faccende domestiche. Addirittura esiste una classifica di lavori domestici preferiti dagli uomini italiani. In cima alla lista ci sono i piatti da lavare, in seconda posizione si trova la passione per il ferro da stiro, mentre al terzo posto si qualifica l'aspirapolvere.

 Il 70% dei maschietti preferisce fare le faccende domestiche in compagnia della partner.
La psicoterapeuta Francoise Dorn si occupa da anni dell'evoluzione nel campo della suddivisione dei compiti. “La gente ormai si rende conto che l'ineguaglianza dei decenni scorsi non è più possibile. L'argomento però rimane carico di conflitti, infatti la divisione dei lavori casalinghi spesso è la causa di molti divorzi” spiega la psicoterapeuta. “Quindi uomini, date una mano a casa! Fare i lavori domestici in compagnia della partner ristabilisce l'equilibrio della coppia e dona serenità e vitalità!”

Fonte: Il Piccolo – IL GIORNALE AL LICEO

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