Sempre più larghi, sempre meno cari

Sempre più grandi e a prezzi sempre più bassi. Potrebbe sembrare uno slogan ma è la direzione che sta imboccando il mercato degli schermi per computer. Messi in soffitta ormai da parecchio tempo gli ingombranti monitor Crt (quelli a tubo catodico), il mercato degli schermi ultrapiatti Lcd (la cui tecnologia in realtà si chiama Tft, ovvero “Thin film transistor), sforna mese dopo mese dimensioni sempre più grandi a prezzi sempre più competitivi. Se poco più di un anno fa (AC 196, settembre 2006) parlavamo dei monitor da 17 pollici (quasi tutti in formato 4:3) e nello scorso test (AC 205, giugno 2007) ci siamo occupati di quelli da 19 pollici (testando anche quelli in 16:9), oggi abbiamo voluto mettere alla prova schermi da 20 pollici con formato 16:10, che sono ormai i leader del mercato.

Ciò che conta è che tutti i modelli che abbiamo preso in esame si possono trovare nei negozi con costi che vanno dai 200 ai 400 euro, più o meno gli stessi prezzi che avevano un anno fa i monitor da 19″ “wide screen”. Alcuni modelli del test possiedono anche altoparlanti integrati: non sostituiscono certo le casse di uno stereo, ma servono principalmente per ascoltare i normali suoni di programmi e pagine web. Il modello ViewSonic, infine, è l'unico ad avere un piedistallo telescopico per aggiustare in altezza la posizione del monitor.

La giusta risoluzione

La risoluzione cosidetta “nativa” di un monitor è la risoluzione massima consentita con quell'apparecchio e, di conseguenza, anche la sua risoluzione ottimale (quella insomma consigliata per il suo utilizzo). Spesso, però, particolari software e videogiochi richiedono per funzionare nel migliore dei modi risoluzioni più basse rispetto a quella nativa: un cambio di risoluzione, però, può creare talvolta una perdita di qualità dell'immagine. Tutti i modelli in tabella possono essere visti con una risoluzione massima di 1680 x 1050; utilizzati a risoluzioni più basse, comunque, la maggior parte di questi monitor riesce a compensare dignitosamente i vari problemi dovuti al cambio di risoluzione. Molto male in questo senso solo il modello Hp, che quindi è consigliabile usare solo con la risoluzione nativa (1680 x 1050).

Digitale e analogico

I vecchi monitor Crt potevano essere colleagti al computer esclusivamente attraverso una connessione analogica. Le schede video dei computer (Vga) avevano infatti il compito di “tradurre” il linguaggio digitale del Pc in quello analogico del monitor. Quasi tutti gli schermi Lcd & quot;parlano” invece il linguaggio digitale (ovvero lo stesso del computer); ecco perché, oltre alla normale porta analogica, ben sette modelli del nostro test sono dotati anche di un collegamento digitale (Dvi).

Come si può vedere dai risultati, la qualità dell'immagine di un monitor collegato al Pc attraverso la porta digitale è in genere migliore rispetto a quella ottenuta con il collegamento analogico: la differenza non è certo enorme, ma è destinata a farsi sentire di più man mano che si prendono in considerazione schermi di dimensioni maggiori. In generale, però, la qualità dell'immagine di questi modelli è appena sufficiente (è buona solo quella del Samsung SM-206BW, dell'Lg L206WTQ-SF e del modello ViewSonic). Ciò che influenza negativamente il giudizio sulla qualità dell'immagine è da un lato la superficie dello schermo (troppo riflettente, in particolar modo quella di Hp), dall'altro i tempi di risposta per passare da bianco a nero e per le gradazioni intermedie. Nella prova invece del passaggio da un grigio chiaro a un grigio scuro il peggiore è risultato il modello Benq. Spesso anche l'uniformità dei colori sullo schermo e la loro fedeltà alla realtà lasciano un po' a desiderare. Il concetto di schermo bianco, ad esempio, varia da produttore a produttore: in taluni modelli tende al verde, altre volte al rosa, più spesso al blu.

Impatto ambientale

In generale i monitor Tft consumano il 25-30% di energia elettrica rispetto ai vecchi monitor a tubo catodico. Tuttavia il consumo medio di questi apparecchi in funzione non è proprio trascurabile: in media uno schermo Lcd consuma come una lampadina da 40 Watt (anche se i vecchi monitor Crt consumavano 100 o 120 Watt a seconda dei casi).

Praticamente nulli, invece, i consumi di questi apparecchi quando sono spenti, anche se nessun modello del test ha un pulsante dedicato al suo totale spegnimento. Molto bassi anche i consumi in standby (situazione nella quale viene tenuta inutilmente la maggior parte dei monitor in circolazione quando non si usa il computer): assorbono, a seconda del modello, da 0,6 a 1,1 Watt.

Infine, nonostante i voti solo sufficienti di alcuni modelli nella misurazione dei campi elettromagnetici, non bisogna assolutamente pensare che si tratti di apparecchi pericolosi: tutti i monitor di questo test producono sì campi elettromagnetici (come tutti gli apparecchi elettrici), ma in quantità tale da rispettare i parametri di sicurezza stabiliti dal maggiore ente internazionale per la certificazione dei monitor Lcd e Crt.

HD non per tutti

In conlusione vale la pena di spendere due parole per spiegare il significato di una sigla che interesserà gran parte dei monitor (e dei televisori) messi in commercio nei prossimi mesi. Si tratta del protocollo Hdcp Compliant, in dotazione, in questo test, solo al modello Dell E207WFP.

< P>Già oggi molti monitor con ingrasso digitale possono ricevere anche i segnali in alta definizione (HD) che in genere arrivano da lettori Dvd o da trasmissioni satellitari. Tuttavia, alcuni produttori di contenuti HD hanno introdotto un protocollo di protezione del segnale in alta definizione (Hdcp appunto) per evitare che si possano copiare e riprodurre copie pirata di questi contenuti.

In pratica, se questo segnale è protetto occorre che entrambi gli apparecchi, cioè tanto la sorgente (lettore Dvd, decoder…) quanto il monitor (o il televisore), siano Hdcp Compliant, ovvero possano accettare entrambi questo tipo di codifica.

Se ad esempio il monitor non possiede questa caratteristica, il risultato non sarà altro che la visione di uno schermo nero, privo di immagini.

Ecco cosa controllare

Ci sono alcune semplici prove che potete fare per controllare che quello che state acquistando sia uno schermo senza difetti. Se possibile eseguite queste prove direttamente in negozio, altrimenti fatele a casa e al limite restituire il prodotto se emergono grossi difetti.

Per prima cosa osservate uno schermo completamente nero: controllate che i livelli di questo colore siano uguali su tutto lo schermo e soprattutto che il nero sia realmente tale. Controllate che non vi siano aloni di bianco in prossimità dei bordi e passate quindi a osservare una schermata completamente bianca: controllate che non vi siano differenze di luminosità tra un punto e un altro dello schermo.

Se volete effettuare un controllo più ampio potete scaricare uno dei tanti programmi di test che si trovano facilmente online, e al limite portarlo con voi in negozio. Come esempio abbiamo preso il software proposto da Nokia: lo potete scaricare gratuitamente all'indirizzowww.accurateit.com/testmon. asp.

La Tv sul computer

Guardare e registrare sul computer i programmi Tv preferiti oggi è possibile, grazie a un'apposita chiavetta Usb, dotata di antennina propria, e di un apposito software. Le chiavette sono del tutto simili alle normali penne Usb: l'unica differenza è che invece di avere all' interno una memoria, hanno un sintetizzatore televisivo o due nel caso in cui siano in grado di ricevere sia i canali analogici sia quelli digitali.

I vantaggi, a parte quelli di registrare e guardare i programmi televisivi sul computer, sono decisamente pochi.

L'uso del software non sempre è intuitivo e la ricezione con l'antennina in dotazione resta un'incognita. Anzi ricordatevi sempre che la ricezione non è mai una certezza, ma solo una probabilità, che diventa più alta se al posto dell'antennina in dotazione collegate la chiavetta all'antenna centrale. Inoltre, per passare da una canale all'altro ci vuole davvero troppo tempo, dai cinque ai dieci secondi.

Miglior Acquisto

Oggi si possono trovare schermi Tft da 20 pollici a 200 o 300 euro (nel nostro test, solo il modello Dell arriva a costare quasi 400 euro). Si tratta di prezzi che solo qualche mese fa erano prerogativa di monitor più piccoli (17″) e con formato standard (4:3). Tutti i modelli del test, invece, sono widescreen (16:10), e ben 7 su 10 sono dotati, oltre che della porta analogica, anche di quella digitale. Collegando il monitor al Pc attraverso quest'ultima si guadagna (anche se non di molto) in qualità dell'immagine. Migliore del Test e Miglior Acquisto è Samsung SM-206BW (239 – 279 euro). Se non lo trovate, potete comprare, allo stesso prezzo, LG L206WTQ-SF.

Fonte: www.altroconsumo.it

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