Sfratti, il Governo rinvia la proroga

Tutto rinviato alla prossima settimana. Nessuna fumata bianca oggi dalla riunione del Governo in merito all'atteso provvedimento di blocco degli sfratti. Il Consiglio dei ministri si è limitato ad esaminare le grandi linee del decreto di proroga messo all'ordine del giorno dai due ministri Gianni Alemanno e Mario Baccini.

Ma “non c'è nessun rinvio”, ha precisato il ministro delle Politiche agricole. “Si deciderà nel prossimo Consiglio per consentire la messa a punto di un testo coordinato”, ma in ogni caso sul problema dell'emergenza abitativa e sulle misure per affrontarlo “c'è il consenso di tutto il governo”. E sono poi previste anche “norme per la tutela dei piccoli proprietari”, ha aggiunto.

A dare maggiori dettagli sulle misure che dovrebbero servire a tamponare il problema degli sfratti ci ha pensato il ministro della Funzione Pubblica. Il decreto legge mirerà a bloccare gli sfratti nelle città con più di 2 milioni di abitanti per gli inquilini che abbiano nel nucleo familiare disabili gravi o ultrasessantacinquenni e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti per accedere a nuova locazione.
Tra i punti qualificanti, ha spiegato Baccini, “verrà esaminata la possibilità di dare una destinazione più mirata ai 104 milioni di euro che i grandi Comuni, a cominciare da quello di Roma, non hanno speso in questi anni e che sarebbero serviti a dare un bonus rispettivamente di 6.000 e 5.000 euro agli sfrattati che hanno contratto un altro canone di locazione, e agli sfrattati che sono ospitati da parenti o amici”. Baccini ha spiegato che questi soldi “non sono stati spesi perche' i Comuni non hanno elaborato la lista degli sfrattati che facevano richieste”.

Fin qui lo schema di decreto ricalca in larga parte i precedenti provvedimenti di blocco degli sfratti, con l'unica novità della limitazione alle città con oltre 2 milioni di abitanti che – a voler essere maligni – sembra ritagliata su misura per Roma. E non a caso la proposta arriva da due candidati alle prossime elezioni municipali della Capitale.

Ma non è tutto. Baccini ha proposto che alla sospensione possano essere ammessi anche i nuclei familiari con almeno un figlio sotto i tre anni; ai nuclei familiari con almeno due figli minorenni fiscalmente a carico; ai nuclei familiari che abbiano sostenuto negli ultimi due anni spese mediche documentate superiori ad un quarto del reddito annuo netto complessivo; ai nuclei familiari dei quali fanno parte persone affette da tumori”. “Il beneficio della sospensione dello sfratto – prosegue la nota del ministro – dovrebbe essere concesso a condizione che il limite del reddito complessivo, calcolato in relazione alla composizione del nucleo familiare, non consenta ragionevolmente l'accesso a locazioni di immobili equivalenti a quello per il quale sono state avviate le procedure di sfratto”.

Fonte: Mia economia

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