Smog: 7 mln di morti l’anno nel mondo. Pianura Padana la più inquinata d’Europa

 Respiriamo circa ventimila volte in una giornata. Ed esattamente come accade per il cibo, la buona o cattiva qualità dell’aria fa la differenza in termini di salute e malattia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ogni anno 7 milioni di persone muoiono nel mondo per malattie collegabili all’inquinamento: 3,6 milioni di morti premature sono causate dall’inquinamento interno alle case, agli uffici, alle scuole; mentre 3,5 milioni di decessi sono legati all’inquinamento esterno. La regione più inquinata d’Europa è la Pianura padana, mentre quella più inquinata del mondo è la Pianura indo-gangetica, al centro della penisola indiana. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente i grandi costi di questi effetti deleteri dell’inquinamento atmosferico sono nel range di 330-940 miliardi di euro. Tutti questi dati sono stati presentati nel corso del convegno RespiraMi: Air Pollution and our Health, organizzato da Fondazione internazionale Menarini e Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale maggiore Policlinico, il 27-28 gennaio nell’aula magna dell’Università Statale di Milano, con la partecipazione di esperti dell’Oms e docenti da varie parti del mondo.

È noto da molti anni che i principali organi colpiti dagli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sono i polmoni, il cuore e i vasi sanguigni: ciò comporta un drammatico aumento di malattie respiratorie e cardiovascolari. Dati recenti mostrano che l’onere sanitario legato allo smog si è ingigantito. Sono aumentati i casi di tumore e le categorie di persone più deboli (bambini, donne in gravidanza, e anziani) manifestano sempre più spesso ritardi nello sviluppo fisico e mentale, deterioramento cognitivo e malattie neurodegenerative come il Parkinson che nei mesi estivi, a causa delle alte concentrazioni di ozono, aumenta il rischio di esposizione alla malattia. Il tema riguarda da vicino la Lombardia che, spiega il professor Pier Alberto Bertazzi dell’Università degli Studi di Milano, «è tra le aree più inquinate d’Europa per almeno quattro inquinanti: il Pm10, il Pm2.5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3). E anche se nell’ultimo decennio il livello di presenza di inquinanti nell’aria è andato gradualmente diminuendo, le concentrazioni sono rimaste ben al di sopra dei livelli suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità». Tra l’altro i limiti fissati dall’Ue sono molto meno stringenti di quelli fissati dall’Oms: si parla di una media annuale di Pm10 pari a 40 per l’Ue e di 20 per l’Oms.

Come affrontare dunque la quotidianità? «La qualità dell’aria che respiriamo è legata anche ai nostri comportamenti e tutti possiamo fare qualcosa per inquinare meno» dice Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna all’Università Statale di Milano e responsabile scientifico del convegno RespiraMi. «Vedo spesso scuole infestate dai macchinoni dei genitori e le auto non fanno certo bene ai bambini e all’ambiente. Meglio optare per i mezzi pubblici o la “mobilità attiva”: ovvero l’andare a piedi o in bicicletta. Quando camminano a piedi, le mamme farebbero bene a non portare in giro i neonati con il passeggino, perché in basso l’inquinamento è più forte, si possono usare in alternativa marsupi o zainetti». E poi ci sono consigli sui consumi e sulle abitudini: evitare l’impiego di biomasse come il pellet e il legno, poco efficienti e altamente inquinanti, nel riscaldamento domestico; fare attività sportiva all’aperto ma nei parchi e non sulle strade trafficate; seguire una dieta ricca di antiossidanti per contrastare gli effetti nocivi dell’inquinamento e così via. Il professor Mannucci ha raccolto dati e utili consigli in un libro, Cambiamo aria!, dedicato proprio a questo killer silenzioso, lo smog.

 

di Marianna Castelluccio

 

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