SOCIETA'. Milano: donne grandi lavoratrici, più colte ma meno pagate degli uomini

Rappresentano oltre la metà della popolazione milanese (52,6%), di cui il 13% immigrate, vivono più a lungo, sono più colte e preparate degli uomini, grandi lavoratrici (il 61% ha un ruolo attivo nella società, contro una media nazionale che non supera il 47%), eppure continuano a essere pagate meno rispetto ai colleghi maschi e raramente detengono lo scettro del comando.

E' questa la fotografia dell'altra “metà del cielo” nel capoluogo lombardo scattata da un'indagine dell'associazione MeglioMilano con la ricerca “Milano città delle donne”, svolta nell'obiettivo di approfondire la riflessione sulla popolazione femminile che gioca un ruolo sempre più importante per la qualità della vita nel tessuto metropolitano.

Secondo lo studio, che si basa su dati prettamente economici, il tasso di occupazione femminile nella provincia di Milano è secondo solo a Bologna (66%), concentrato soprattutto nel terziario, nel settore tessile, amministrativo e dei servizi alla persona.

Rispetto ai colleghi maschi, il reddito delle donne milanesi registra però ancora un gap negativo del 34,1%, a parità di inquadramento e di funzione, dovuto nella gran parte dei casi al “secondo lavoro” femminile, ovvero lo slalom quotidiano per conciliare impegni professionali e vita familiare.

Dalla ricerca emerge inoltre che solo il 12% delle donne occupa un posto di comando nel mondo del lavoro, nonostante l'eccellente livello di preparazione della popolazione femminile: il 15,5% cittadine milanesi è in possesso di una laurea, contro il 7,4% della media nazionale, ottenuta spesso con voti ragguardevoli a giudicare dal dato che fissa al 46,6 la percentuale delle laureande che nel 2009 ha ottenuto una votazione tra il 106 e il 110 e lode.

Anche dal punto di vista di durata della vita, le milanesi battono gli uomini per longevità (84,5 anni contro 78), anche se sono più soggette a fare i conti con episodi depressivi, a giudicare dal dato che indica nell'80% le donne che hanno richiesto consulenze psicologiche nel 2009.

Si allunga anche la scelta dell'età per mettere al mondo il primo figlio: le primipare milanesi hanno infatti un'età media intorno ai 33 anni (1,3 la media di bambini per donna), e prediligono il parto naturale al 29%. E' in calo anche il numero di interruzioni volontarie di gravidanza, che dal 2003 al 2008 ha registrato una contrazione di oltre il 40%.

Infine, purtroppo, il rispetto per la donna lascia ancora molto a desiderare in una metropoli come Milano, dove il 38% ha dichiarato di avere subito, almeno una volta nella vita, violenza fisica mentre il 18% ha denunciato episodi di stalking o ricatti psicologici.

di Flora Cappelluti

2010 – redattore: BS

Fonte: helpconsumatori.it

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