SOLO CON L'INNOVAZIONE è POSSIBILE LO SVILUPPO SOSTENIBILE. LO DICE LO STATE OF THE WORLD 2008

Il rapporto 2008 del Worldwatch Institute sullo stato del pianeta è dedicato alle innovazioni nel campo dell'economia sostenibile. Partendo dalle nuove lampadine ad alta efficienza energetica che vengono distribuite in California viene spiegata la nuova strategia che in America ma anche da noi i distributori di elettricità stanno attuando: ridurre il consumo energetico.

Aziende e utility stanno investendo, in linea con gli obiettivi statali, in campagne pubblicitarie e coinvolgono pure grandi associazioni ambientaliste: in Italia Wwf e Legambiente e in California Sierra club e Girl Scouts of America. Secondo lo State of the world 2008 questo sarebbe il segnale più riconoscibile da parte dei consumatori per comprendere lo sforzo che investitori, produttori, responsabili politici e consumatori stanno facendo per trovare metodi redditizi e contemporaneamente sviluppare sostenibilità ambientale.


Il Worldwatch Institute cita l'esempio della Ue che riesce, con le sue direttive e regolamenti, a costringere le altre nazioni ad uniformarsi nelle norme di sicurezza ed efficienza in materia ambientale e chimica, pur di mantenere posizione competitiva sul ricco mercato comunitario. Questo non toglie che, come sottolinea il presidente del Worldwatch Institute Christopher Flavin: “Il degrado ambientale continua a minacciare l'economia mondiale, con ampie conseguenze sugli ecosistemi e sulle società umane”. Nonostante nello stesso tempo sia in atto, continua a spiegare: “Un'ondata di innovazioni senza precedenti per contrastare queste minacce. Queste innovazioni si sono moltiplicate ed hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli. Le prospettive di un'economia sostenibile sono molto brillanti».


Il rapporto descrive una serie di nuove opportunità economiche dell'economia “verde” che stanno attraendo forti investimenti e calcola che nel 2006 sono stati investiti 52 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili e nei biocarburanti, circa tre volte più di quanto è avvenuto nel 2005. Nel 2007 potrebbero essere raggiunti i 66 miliardi di dollari. Il carbon trading, il commercio delle quote di co2, ha raggiunto i 30 miliardi di dollari nel 2006, quasi tre volte più dell'anno precedente. Aziende a forte innovazione stanno rivoluzionando la produzione industriale, per esempio la Dupont ha ridotto le sue emissioni di gas serra del 72% rispetto ai livelli del 1991, risparmiando anche 3 miliardi di dollari nell'intero processo. “L'energia rinnovabile sta cercando di svilupparsi per conto suo.

 Già non necessita più di molti aiuti da parte degli ambientalisti”, ha affermato Gary Gardner, ricercatore del Worldwatch. Lo stesso vale per i sistemi di efficienza energetica che stanno prendendo sempre più piede, soprattutto nei Paesi sviluppati. La pubblicazione fa l'esempio di Citigroup, una delle più grandi banche del mondo, che ha annunciato un piano di investimento di 50 miliardi di dollari per un programma di analisi e strategie contro gli effetti del cambiamento climatico. Citigroup non lo fa per filantropia ambientalista, visto che è il principale finanziatore dell'energia prodotta con combustibili fossili e dell' industria mondiale del carbone.

Secondo Gardner anche i grandi costruttori automobilistici si dovranno adeguare: “General Motors ed altre compagnie stanno passando dalla negazione al negoziato sul cambiamento climatico”. Ciò non toglie che senza obblighi e norme precise: “La maggioranza delle attività di molte delle multinazionali e dei paesi inclusi in questo report siano dannose per l'ambiente. Le aziende e i governi stanno semplicemente iniziando a comprendere cosa sia un'economia sostenibile”. Secondo Christopher Flavin: “La continuazione del progresso umano dipende da una trasformazione economica che è più profonda di qualunque si sia vista nell'ultimo secolo.

 Dobbiamo praticare un approccio sostenibile all'economia che accresca la capacità dei mercati di destinare risorse scarse ed allo stesso tempo di riconoscere esplicitamente che la nostra economia dipende dal più ampio ecosistema che la contiene».
Secondo il Worldwatch abbiamo appena messo il piede solo sul primo dei gradini della scala dell'economia sostenibile e non c'è ancora alcuna garanzia che andremo avanti, anche perché non manca chi vuole bloccare il cammino avviato. Perché non crede che si possa cambiare o perchè ritiene che questo possa danneggiare i propri interessi. “Il consumismo è la noce più dura da rompere – dice Gardner. Gli attuali livelli di consumo dei paesi ricchi sono insostenibili e buona parte del resto del mondo chiede di vivere come il cittadino medio statunitense. L'innovazione è davvero necessaria per dimostrare che possiamo avere una vita migliore con meno».


gennaio 2008


da greenreport

Pubblicato da: fiore

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