''Sono piccolo ma penso in grande'' rilevazione della ''Children Satisfaction''

Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri ed il Comune di Roma, per rilevare il bisogno di sicurezza dei bambini, hanno predisposto un particolare questionario somministrato in sei scuole ubicate in differenti quartieri della capitale ad un campione statistico apprezzabile per età, sesso ed estrazione sociale ” complessivamente 1000 unità ” composto da bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni frequentanti la 3^, 4^ e 5^ classe della Scuola Primaria.

L'iniziativa rientra nella c.d. ''Customer Satisfaction'', cioè nell'ambito di quelle indagini volte a misurare il grado di soddisfazione dei cittadini in relazione ai servizi offerti dalla P.A.. E', inoltre, del tutto originale, poiché costituisce la prima effettiva esperienza di attuazione dell'art.12, comma 1, della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo, stipulata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con L. 27 maggio 1991, n. 176, che ''garantisce al fanciullo, capace di discernimento, il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa. Le opinioni del fanciullo devono essere debitamente prese in considerazione, tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità''.

Il team di progetto ha determinato i seguenti obiettivi dell'indagine:

favorire l'ascolto ed il coinvolgimento dei bambini alla costruzione di una sicurezza partecipata e condivisa;

valutare come è evoluta la figura del “Carabiniere” nella costruzione dell'immaginario collettivo;

individuare esigenze e bisogni non soddisfatti per apportare correttivi e miglioramenti al servizio offerto dall'Arma e dal Comune di Roma nelle diverse realtà metropolitane;

verificare la percezione da parte dei bambini della stima e della fiducia verso l'Arma dei Carabinieri.

In conclusione l'attività è volta ad orientare l'Arma, il Comune e le scuole, sulle problematiche poste dai bambini per individuare possibili linee d'intervento nell'ambito delle rispettive competenze.

Fonte: www.governo.it

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