Spegni le luci per il clima: domani è l’Ora della Terra

Una grande “ola del buio” da un capo all’altro della Terra. Luci spente dall’Empire State building di New York all’Opera House di Sidney, dalla Tour Eiffel a Parigi alla Fontana di Trevi di Roma, dove sarà spenta anche l’illuminazione del Colosseo, di Piazza San Pietro e delle Istituzioni. Si rinnova domani l’appuntamento con l’Ora della Terra – Earth Hour, la mobilitazione globale del WWF contro i cambiamenti climatici. L’iniziativa vuole unire cittadini e istituzioni nella comune volontà di lottare contro questo problema a partire dal gesto simbolico di spegnere la luce per un’ora. Slogan dell’iniziativa: “Spegniamo le luci per accendere il cambiamento”.

ora della terra 2016Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande “ola di buio” – spiega il WWF – si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare contro i cambiamenti climatici. L’evento mondiale – che viaggerà anche sui social, in Italia con #oradellaterra – vedrà dunque in tutto il mondo luci spente da domani, sabato 19 marzo, dalle 20.30 alle 21.30 di ciascun paese: si comincia dalle isole del Pacifico per compiere in 24 ore una ‘ola di buio’ fino alle coste atlantiche. L’Ora della Terra nel 2015 ha spento la luce in 7.000 città e oltre 170 paesi e regioni del mondo, coinvolgendo oltre 2 miliardi di persone e centinaia di imprese. Quest’anno l’evento, giunto alla sua decima edizione, ha numeri da record: aderiranno ben 366 luoghi o monumenti simbolo in 178 Paesi, tra cui l’Empire State building di New York, l’Opera House di Sidney, la Tour Eiffel a Parigi, il Marina Bay sands a Singapore (il terzo casinò al mondo formato da tre grattacieli sormontati dallo Sky Park lungo 340 metri a forma di nave), il Kourou space centre nella Guyana francese (sede del principale centro di lancio europeo di missili spaziali) e Taipei 101, il quinto grattacielo più alto del mondo. In Italia hanno aderito finora oltre 200 luoghi tra comuni e palazzi storici. L’evento centrale ci sarà a Roma dove alle 20.30 il volto storico della divulgazione scientifica in tv, Piero Angela, spegnerà le luci della Fontana di Trevi, che sarà poi illuminata con i colori della Terra attraverso un sistema di proiezione led alimentato a energia solare. A Roma luci spente anche per la Basilica di San Pietro e il Colosseo insieme alle facciate di alcuni palazzi delle istituzioni: Palazzo Montecitorio, sede della camera dei Deputati, e Palazzo Madama, sede del Senato.

Il cambiamento climatico è una delle preoccupazioni più diffuse fra i cittadini italiani: la stragrande maggioranza lo considera uno dei problemi ambientali più gravi – in particolare, il 73% lo considera un problema “molto grave”, percentuale che sommata a quella di chi lo considera “abbastanza grave” arriva al 94%. Lo dice un sondaggio eseguito dall’istituto GfK per conto del WWF in occasione dell’Ora della Terra, che ha evidenziato come si tratti di una preoccupazione trasversale agli schieramenti politici. L’88,5% degli intervistati ritiene inoltre che il cambiamento climatico sia dovuto alle attività umane, e solo una ristretta minoranza (6%) ritiene che non vi sia correlazione tra questo fenomeno e l’azione dell’uomo. Gli italiani si dichiarano inoltre disponibili a cambiare le proprie abitudini (85%) per fronteggiare i cambiamenti climatici, modificando stili di vita e di consumo. Allo stesso tempo, si dichiarano insoddisfatti nei confronti dell’informazione che arriva dai media su questo tema e manifestano poca fiducia nell’azione fatta finora dalle istituzioni, che siano l’Unione europea o il Governo. La ricerca svolta per il WWF ha messo in evidenza che, di fronte all’informazione veicolata dai media, il 36% degli intervistati ritiene di aver ricevuto “poca o nessuna informazione”, un monito che dovrebbe indurre carta stampata e TV a moltiplicare gli sforzi di approfondimento. “Tra coloro che chiedono maggiore informazione, ancora una volta si distinguono i giovani – evidenzia il WWF – E’ un tema su cui riflettere: in epoca di social media, i media “tradizionali” possono recuperare un ruolo di autorevolezza e serietà per la generazione digitale, solo garantendo un approfondimento corretto, meditato e continuativo su temi rilevanti e complessi come il cambiamento climatico”. L’indagine ha poi rilevato che alla domanda su chi sia più impegnato attualmente contro il cambiamento climatico, non c’è da sorprendersi che la maggioranza (61%) risponda “le associazioni ambientaliste”; al secondo posto, ma con poco più della metà dei consensi (36%) l’Unione Europea, mentre il Governo italiano e le grandi imprese sono considerati molto meno credibili (intorno al 15%).

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