Storace rilancia la Cura Di Bella: verità, Non polemiche

In nome dell'interesse dei malati, la richiesta di fare chiarezza una volta per tutte, senza condizionamenti

In nome della libertà dei malati di curarsi come preferiscono, il ministro della Salute Francesco Storace ha rilanciato la possibilità di inserire la somatostatina, il farmaco-chiave della contestata “terapia Di Bella” contro i tumori, tra quelli integralmente rimborsabili. In nome del diritto dei malati di potersi fidare della medicina, l'Ote (Osservatorio della terza età) è intervenuto nel vespaio delle polemiche, immediatamente sollevate dall'uscita di Storace, con una sola richiesta: chiarezza. A costo di intraprendere nuovi esperimenti sulla validità della terapia anti-cacro.
La dichiarazione del neoministro, che in un'intervista a “Tempo medico” ha ventilato l'ipotesi di istituire un gruppo di lavoro per valutare l'opportunità di rimborsare la terapia Di Bella, ha subito riaperto i fantasmi del passato. Subito è sembrato di ritornare all'epoca in cui il caso esplose, e concetti come “libertà di cura” o “consenso della comunità scientifica” furono ridotti a strumenti di lotta politica, sulla pelle dei malati.
Le reazioni, insomma, non si sono fatte attendere. La proposta di Storace è stata bocciata da un coro di “no” della comunità medica: dagli internisti ospedalieri del Fadoi, dal presidente dell'Ordine dei medici Giuseppe Del Barone, dagli oncologi dell'Aiom, da uno studioso autorevole come il direttore scientifico dell'istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini. L'argomento contro Storace è unanime: gli studi eseguiti hanno dato a suo tempo esito negativo, il caso Di Bella è chiuso per sempre. Non ci sono ragioni per riaprire sperimentazioni o autorizzare rimborsi.
Anche Rosy Bindi, che quando esplose il caso era ministro della Sanità, si è sentita chiamata in causa. E ha definito la decisione dell'attuale titolare del dicastero una “scelta irresponsabile”. Naturalmente sono seguite piccate risposte da parte dell'ufficio-stampa di Storace nei confronti dell'ex ministro.
Ci sono insomma tutti gli elementi per una nuova deriva personalistico-ideologica della faccenda: polemiche tra ministri ed ex-ministri, strumentalizzazioni politiche, gelosie corporative.
A questo punto l'Ote ha deciso di ricordare a tutti che ci sono di mezzo dei malati: ragione più che sufficiente per dissotterrare l'ascia di guerra, e mettersi a ragionare di interesse pubblico. “Si faccia luce una volta per tutte e in modo definitivo sulla terapia Di Bella”, ha implorato il segretario dell'Ote, Roberto Messina. In un comunicato stampa, Messina ha ricordato al partito pro ” Di Bella che gli esperimenti effettuati hanno dato risultati incontrovertibili sulla somatostatina, che dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti non dimostrarono di riceverne alcun beneficio. Contemporaneamente però l'Ote ha invitato alla prudenza anche i tanti che vorrebbero liquidare troppo frettolosamente la questione sulla validità della cura: “Diversi esponenti del mondo scientifico ” ha ricordato Messina ” hanno criticato dalle pagine del prestigioso British Medical Journal l'attendibilità del metodo con cui è stata condotta la sperimentazione”.
In sostanza, è il ragionamento dell'Ote, nessuno in questo momento può ritenere di avere in tasca la verità definitiva sulla terapia del medico modenese. Ci sono ancora, seppur minimi, margini di incertezza. E visto che c'è di mezzo la vita dei pazienti, perché non riprendere, in un clima di serenità e pregiudizi, la sperimentazione?

Fonte: Tuoquotidiano.it

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