Tagliato il prezzo del latte artificiale

è stato firmato dal ministro della Salute, Francesco Storace, il decreto interministeriale che prevede una riduzione del 20% sul prezzo del latte artificiale per neonati.

 

Il provvedimento ora arriverà sul tavolo del ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, per poi passare all'esame del Consiglio di Stato per eventuali osservazioni. Secondo il ministro Storace, gli effetti del taglio dei prezzi si faranno sentire già entro due mesi. Un lasso di tempo che è stato ridotto rispetto ai tre mesi iniziali previsti e che consentirà al ministero di recepire tutti i nuovi requisiti per l'autorizzazione dei congressi pediatrici e alle aziende di adeguarsi alle nuove norme. In particolare, tra i principali punti del decreto c'è proprio l'intervento sui requisiti richiesti alle società scientifiche organizzatrici dei congressi. Stretta, quindi, su questi meeting e sulle sponsorizzazioni con il fine di ridurre le spese promozionali sostenute dalle aziende che potranno così vendere a prezzi più bassi in Italia. Mentre per quanto riguarda le aziende produttrici di latte, queste avranno l'onere di comunicare i prezzi alle associazioni di consumatori che li renderanno trasparenti ai cittadini. Il provvedimento, inoltre, promuove campagne per l'allattamento al seno e per una corretta alimentazione dei neonati. Con questo decreto, che modifica uno analogo già approvato dall'ex ministro Sirchia, si dovrebbe quindi raggiungere un'ulteriore diminuzione dei prezzi di circa il 20%. Va, infatti, ricordato che dallo scorso dicembre l'intervento di Sirchia aveva portato al taglio tra il 25 e il 35% del prezzo del latte artificiale. Riduzione che, tuttavia, non ha ancora colmato il divario rispetto agli altri paesi europei: nel BelPaese, dove 63 bimbi su 100 utilizzano il latte in polvere, questo può costare fino a 40 euro al kg, mentre all'estero arriva appena a 10 euro. Intanto le associazioni dei consumatori plaudono all'iniziativa del neo ministro Storace, ma continuano anche a chiedere prezzi inferiori e il riconoscimento gratuito ai bimbi obbligati a farne uso come unico alimento. Richiesta che arriva dal Moige (Movimento Italiano Genitori) e da Cittadinanzattiva, secondo cui spendere 600-700 euro l'anno per il latte artificiale rappresenta per molte famiglie “una tassa pesante quanto odiosa”. Consenso al provvedimento anche dal Movimento Consumatori che ricorda: “Il decreto è un primo passo verso un concreto sostegno alle famiglie, ma non basta. Accanto a un monitoraggio dei prezzi, occorre una regolamentazione normativa che dia piena attuazione al Codice Internazionale OMS/Unicef sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e successive risoluzioni, sottoscritto dal governo italiano nel 1981 e solo parzialmente recepito dal decreto ministeriale 500/94″. < /P>

Fonte: Miaeconomia

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