TAMARINDO, L'AMICO DELL'INTESTINO

Quanti di noi ricordano il mitico ghiacciolo al tamarindo? E le bottiglie di sciroppo utilizzato per preparare granite casalinghe o bicchieroni di acqua fredda aromatizzata? Ebbene il tamarindo e' una bella pianta di origine africana – Africa Equatoriale/Madagascar – che produce frutti, o meglio… legumi, dei bacelli contenenti una polpa dolce ma leggermente acidula.

Si utilizza in cucina, quasi come una spezia, oltre che in Africa, in India ed Indonesia – persino in Occidente! Ma il tamarindo, oltre che per il suo 'potere' rinfrescante, e' noto sin dai tempi piu' remoti come regolatore intestinale, lassativo, antibatterico e antinfettivo – veniva, e in alcuni casi viene, utilizzato per le febbri reumatiche, la malaria, la dissenteria. Generalmente in fitoterapia viene indicato per problemi legati alla regolarita' intestinale. Cosi', se in piccole quantita' serve semplicemente a preparare una deliziosa bevanda, aumentando mano a mano le dosi si ottiene prima un effetto regolatore, quindi – con dosi piu' 'generose' – un vero effetto lassativo e purgante – ma senza provocare coliche dolorose. Le proprieta' lassative del tamarindo vengono attribuite alla gran quantita' di acidi organici presenti nella sua polpa, che contiene inoltre vitamine, minerali – in particolare potassio, ferro e calcio – e un principio amaro che eserciterebbe azione fungicida ed antibatterica. La polpa del tamarindo viene 'purificata' prima di essere impiegata sia per la preparazione di bevande, sia per uso fitoterapico. La 'purificazione' consiste nel far disciogliere la polpa in acqua bollente, quindi si filtra e il liquido ottenuto si fa addensare a bagnomaria. In commercio – per esempio nelle Botteghe del Mondo – si trova anche la marmellata di tamarindo, un ottimo e blando lassativo, indicato soprattutto per i bambini. Una curiosita'. Il nome 'tamarindo' deriva dall'espressione araba tamara – che deriva da tamar, 'dattero' – hindi – ovvero 'indiano'.

Fonte: Al naturale

Condividi questo articolo