Tasse sugli immobili, ecco come cambierà il sistema

L'Imu era indispensabile, secondo l'attuale governo, per aumentare le entrate riportando la tassazione italiana sugli immobili al livello europeo.

 Ora, dopo una decisione dura e impopolare che ha colpito le tante famiglie italiane proprietarie di casa (e lo sono circa il 70% dei nuclei familiari, nel nostro Paese), si dovrà arrivare a una nuova architettura del fisco degli immobili, con una tassazione basata su valori patrimoniali e rendite catastali “autentiche”, ovvero basate sui valori di mercato. Tale trasformazione si accompagnerà a un taglio delle aliquote e delle imposte sulle compravendite per evitare di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli immobili. Sul fronte catastale il testo della delega fiscale presentata da Palazzo Chigi traccia la strada per ridisegnare il sistema con l'obiettivo di introdurre elevato livelli di “equità, perequazione, trasparenza e qualità”.

Il nuovo disegno nasce per cancellare le vecchie rendite, l'attuale classificazione degli immobili e l'articolazione in vani, che finisce per attribuire caratteristiche fiscali diverse a unità immobiliari simili fra loro. La nuova unità di misura sarà il metro quadrato, intorno al quale ruoterà il nuovo sistema di calcolo. Il valore patrimoniale medio ordinario sarà il nuovo criterio, fondato sui livelli medi triennali di mercato. Saranno poi affrontati i classamenti, per superare l'assurdità di ville storiche considerate ancora fabbricati rurali o abitazioni dei centri storici che figurano come ultrapopolari, quali erano nei secoli scorsi in cui furono costruiti.

Fonte: www.figliefamiglie.it

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