Tiglio – Tilia platyphylla

Habitat: boschi dal piano alle zone montane. Le virtù medicinali del tiglio erano note niente meno che duemila anni fa, e, a scopo terapeutico, venivano usate tutte le parti della pianta, dalla corteccia all'alburno, dalle foglie ai fiori.


Tanto diffusa e sentita era la sua fama che il tiglio è stato considerato dagli antichi come un albero sacro ed alla sua ombra si trattava di affari, si amministrava la giustizia, si eseguivano danze propiziatrici, si seppellivano i propri morti.
Il tiglio si presenta come una pianta dal portamento maestoso, dai cui fiori, che appaiono generalmente fra maggio e giugno, emana un profumo intenso e caratteristico.
Le foglie di tiglio bollite nell'acqua e applicate come cataplasmi sulle parti doloranti calmano i dolori causati da scottature, da piaghe, da malattie della pelle o da affezioni emorroidali.
Molto più importanti sono i fiori sia per la praticità del loro impiego, sia per facile reperibilità, sia per la loro efficacia.
Generalmente con i fiori si ottiene un ottimo tè di tiglio versando sugli stessi, nella proporzione di cinquanta grammi per litro, dell'acqua bollente. Si lascia in infusione una decina di minuti, si cola, si addolcisce con miele o con zucchero e se ne prendono due o tre tazze in qualsiasi momento del giorno. Un'altra tazza ben calda si prenderà alla sera, al momento di coricarsi, corretta, magari, con un bicchierino di grappa o cognac.
Questa è l'utilizzazione generale dei fiori di tiglio per ottenere un sollievo ed un risanamento in tutte le affezioni da raffreddamento. Questo tè, inoltre, è un ottimo calmante della tosse e dei nervi, rende più fluido il catarro bronchiale che verrà così espettorato con maggiore facilità, è diuretico, antireumatico e tonificante del cuore.

Fonte: agraria.org

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